Bio-robot e altre invenzioni

La NASA investe su tecnologie visionarie che potrebbero trasformare il futuro delle missioni spaziali

Raffigurazione grafica del Biobot

Raffigurazione grafica del Biobot

Manuela Di Dio 4 aprile 2018

Sbucano dalla fantascienza le idee per il futuro delle esplorazioni spaziali. Mutaforma, bio-robot, sistemi di individuazione dell’impatto delle meteoriti, sciami di telescopi spaziali, tecnologie per mappare piccoli detriti spaziali, sono alcune delle invenzioni su cui punta la NASA e che potrebbero un giorno potenziare l’esperienza umana e robotica nell’esplorazione spaziale. Sono 25 le proposte, ancora in una fase embrionale, selezionate nel 2018 nell’ambito del programma NIAC, “NASA Innovative Advanced Concepts. In una prima fase, le idee, scelte per la loro impronta innovativa e rivoluzionaria, vengono supportate con un contributo di circa 125.000 dollari per almeno nove mesi. Da questo periodo di “gestazione” scaturiscono studi di fattibilità che, se promettenti, danno vita ad una seconda fase.


 


Tra le proposte strappate alla fantascienza, irrompe il robot “mutaforma”, che cambia forma per adattarsi alle mutevoli condizioni della superficie di Titano, la più grande luna di Saturno, per traguardare la sua atmosfera e tuffarsi nei suoi mari. Si guadagna una opportunità in prima fase anche il Biobot, un sistema che libera gli astronauti del peso sulle spalle, lo zaino del sistema PLSS per il supporto delle funzioni vitali, rendendoli più agili. Tra i progetti da sviluppare figura BALLET, una piattaforma gonfiabile per la locomozione su terreni impervi e LEAVES, un sensore atmosferico ultraleggero disegnato per resistere alla difficile atmosfera di Venere. Tra i 9 progetti già in seconda fase, che saranno finanziati per 500 mila dollari circa, per due anni, spiccano una sorta di veicolo “cavalletta” per esplorare Tritone, gelido satellite di Nettuno, e un telescopio spaziale gigante.


 


“Il programma NIAC offre alla Nasa l’opportunità di esplorare idee visionarie che potrebbero trasformare le future missioni dando vita a soluzioni migliorative o a sistemi completamente nuovi e coinvolgendo gli innovatori e gli imprenditori americani come partner nel percorso” spiega Jim Reuter, Amministratore delegato dello Space Technology Mission Directorate della NASA. Servirà tutto il prossimo decennio per assistere allo sviluppo dei progetti più promettenti e verificare i loro passi avanti sul terreno della conoscenza.