L'oriente guarda alla Luna

Nel 2018 la Luna sarà obiettivo di due missioni del nostro oriente terrestre: l'indiana Chandrayaan-2 e la cinese Chang'e 4. Obiettivo cinese il South Pole - Aitken Basin

Immagine del rover chang'e 4 crediti China Daily

Immagine del rover chang'e 4 crediti China Daily

Francesco Rea 5 gennaio 2018

Una Luna decisamente orientale è quella che ci prospetta il 2018. Saranno infatti indiana e cinese le missioni lunari previste per il prossimo anno. Ad aprire le danze dovrebbe essere, entro la prossima primavera, la sonda indiana Chandrayaan-2 composta da un orbiter e da un soft lander con un rover a bordo.


Chandrayaan-2 segue di qualche anno Chandrayaan-1 (in missione lunare tra il 2008 e il 2009) ed ha come obiettivo quella di dimostrare l’abilità tecnologica di atterrare con “dolcezza” sul suolo lunare e operare successivamente con un rover. Obiettivi scientifici studi di topografia lunare, mineralogia, esosfera lunare e firme di idrossile e acqua ghiacciata.


Appare decisamente interessante la missione cinese, composta di due parti. Il lancio di un satellite per le telecomunicazioni con la Terra, basato su quello usato nella missione Chang’e 2 nel 2010, che sarà posizionato sul punto di Lagrange L2 tra la Terra e la Luna, è previsto per giugno del 2018, secondo quanto riporta Universe Today citando fonti cinesi. A portarlo verso la luna il vettore Lunga Marcia 5.


Sei mesi dopo dovrebbe essere raggiunto dal rover Chang’e 4, back up del rover chang’e 3 a cui verrà aggiunto un nuovo contenitore in alluminio che conterrà semi e insetti. Il luogo dell’atterraggio, secondo quanto dicono le indiscrezioni, sarebbe il South Pole – Aitken Basin, uno dei più grandi crateri da impatto del sistema solare, largo 2500 km e profondo 13 km, conterrebbe grandi quantità di acqua ghiacciata ed è considerato il sito più “papabile” per un insediamento umano. L’acqua sarebbe stata portata da asteroidi e comete e mantenuta ghiacciata dalla posizione perennemente in ombra del bacino.


Anche il 2019 sembra essere caratterizzato da missioni di paesi del nostro oriente. Tornerà sulla Luna ancora una volta la Cina con Chang’e 5 nella Lunar Sample Return Return portandone indietro campioni lunari possibilmente raccolto a due metri di profondità. E il 2019 sarà anche il battesimo lunare per la South Corea con un proprio orbiter, il Korea Pathfinder Lunar Orbiter.


 



 


Considerato l’annuncio russo ad Adelaide in occasione dello IAC Congress 2017, la promessa del Presidente Trump che gli Stati Uniti torneranno sulla Luna, il progetto europeo per un villaggio lunare e l’interesse della Cina, la corsa alla Luna sembra decisamente ripartita, ma questa volta, si auspica, potrebbe essere caratterizzata da collaborazione e non da competizione.