Lame di ghiaccio sulla superficie di Europa. Missioni a rischio

L'atterraggio sulla luna di Giove non sarà così facile. Sulla sua superficie sono presenti strutture simili a colonne di ghiaccio alte e affilate. A rivelarlo un nuovo studio pubblicato su Nature Geoscience

Europa, luna di Giove

Europa, luna di Giove

Ilaria Marciano 10 ottobre 2018

La luna di Giove, Europa, è stata identificata in passato come un habitat ideale per la vita extraterrestre, per via dei grandi mari di acqua liquida presenti sotto la sua superficie. Ritenuta una meta ideale per l’esplorazione umana e robotica, potrebbe però rappresentare una minaccia per l’atterraggio di veicoli spaziali. A rivelarlo, un nuovo studio condotto da un team dell’Università di Cardiff e pubblicato su Nature Geoscience.


Gli autori dello studio affermano che qualsiasi missione che punti ad atterrare su Europa, dovrà superare ostacoli pericolosi, definiti penitentes. I penitents sono  strutture simili a colonne di ghiaccio alte e affiliate, formate attraverso il processo di sublimazione, che richiede luce solare intensa e sostenuta, aria fredda e secca. Il processo trasforma il ghiaccio direttamente in vapore acqueo senza prima sciogliersi in un liquido. I penitentes sono presenti anche sulla Terra e raggiunmgono un’altezza che varia tra 1 e 5 metri, ma sono limitati in zone particolari, come nelle Ande.


Su Europa, invece, l’altezza di queste ‘spade ghiacciate’  sfiora i 15 metri, con una distanza di circa 7,5 metri l’uno dall’altro. Attraverso i dati delle varie osservazioni, gli scienziati hanno calcolato i tassi di sublimazione in varie aree sulla superficie del pianeta, riuscendo a stimare non solo la loro dimensione e ma anche la distribuzione. Secondo lo studio, infatti, i penitentes sarebbero più comuni intorno all’equatore di Europa.


Nessun veicolo spaziale è ancora atterrato sul satellite naturale di Giove. La prossima missione targata Nasa, Europa Clipper, partirà alla volta di Europa nel 2022 con l’obiettivo di atterrare sulla sua superficie.


“La presenza di strutture affilate a forma di lama alte quasi 15 metri renderebbe estremamente precaria qualsiasi potenziale missione di sbarco su Europa”, commenta l’autore principale dello studio, Daniel Hobley. “ Speriamo che studi come il nostro aiuteranno gli ingegneri a sviluppare modi innovativi per far atterrare i lander in sicurezza sulla superficie, per farci scoprire ancora di più su questo luogo affascinante e per cercare potenziali segni di vita extra-terrestre".