Budget Nasa 2019, fondi in aumento

Il Senato statunitense ha assegnato alla Nasa 21,3 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2019. Salve diverse missioni che rischiavano la cancellazione

Anno fiscale Nasa 2019

Anno fiscale Nasa 2019

Giulia Bonelli 13 giugno 2018

Niente tagli per le missioni scientifiche della Nasa. È il verdetto arrivato ieri dal Senato statunitense, che ha approvato all’unanimità il nuovo budget per l’anno fiscale 2019: in totale, 21,3 miliardi di dollari. La cifra supera di circa 600 milioni il finanziamento stanziato nel 2018, e già questo è un importante punto a favore delle casse dell’agenzia. Ma la vera notizia è che il budget 2019 è di 1,4 miliardi in più rispetto a quanto offerto dall’amministrazione Trump lo scorso febbraio: il che mette al riparo le missioni ‘in bilico’, che erano a rischio cancellazione.


La nuova lista della spesa prevede 6,4 miliardi di dollari dedicati ai programmi scientifici dell’agenzia statunitense, compresi 1,9 miliardi per le scienze della Terra – 200 milioni più del previsto.  Questo mette immediatamente al riparo quattro grossi programmi per i quali si temeva la revoca: le missioni dedicate ai cambiamenti climatici Pace (Plankton, Aerosol, Cloud, ocean Ecosystem) e Clarreo, (Climate Absolute Radiance and Refractivity Observatory), gli strumenti della missione Orbiting Carbon Observatory 3 per la Iss, e infine la navicella Dscovr per l’osservazione terrestre. Salvo anche il programma Carbon Monitoring System, dedicato al monitoraggio delle emissioni di carbonio sul nostro pianeta, che non ha ricevuto fondi nel 2018 ma a cui saranno dedicati 10 milioni di dollari nel 2019.


Il timone scientifico di questi programmi sarà tenuto soprattutto dal Goddard Space Flight Center della Nasa, esplicitamente apprezzato dalla commissione: “Il Goddard è un tesoro nazionale molto importante – ha commentato infatti il Senatore Chris Van Hollen – e valuto molto positivamente la sua attenzione alle scienze della Terra.”


Un altro grande sopravvissuto nel nuovo budget statunitense è il telescopio Wfirst (Wide-Field Infrared Survey Telescope), che nelle previsioni iniziali della Casa Bianca era dato per spacciato. Il lancio di un altro grande telescopio spaziale, dopo gli sforzi investiti nel James Webb, non sembrava infatti una priorità; ma il Senato ha deciso di rinnovare l’investimento, stanziando 352 milioni di dollari nel 2019 per lo sviluppo di Wfirst.


Sembra invece esserci accordo per quanto riguarda i principali obiettivi dell’esplorazione spaziale: il conto del Senato, così come quello della Casa Bianca, offre 2,15 miliardi per lo Space Launch System e 1,35 miliardi per la navicella Orion. Mentre il Senato inverte la rotta sui programmi education della Nasa, che l’Amministrazione Trump voleva bloccare: l’anno prossimo saranno investiti ulteriori 110 milioni di dollari nel programma – a cui per l’occasione è stato dato un nome nuovo di zecca – “Science, Technology, Engineering and Mathematics (STEM) Opportunities”.


Nuovi dettagli sul budget approvato dal Senato sono attesi per domani 14 giugno. Ma intanto la nuova linea di finanziamento sembra coerente con quanto affermato da Jim Bridenstine, amministratore Nasa in carica da aprile, che qualche settimana fa ha rassicurato il Congresso sulla prosecuzione dei programmi scientifici e tecnologici dell’agenzia.