Vss Unity supera il secondo test a pieni voti

Richard DalBello parla del secondo volo del velivolo di Virgin Galactic e della collaborazione con l'Italia, in un'intervista esclusiva a GlobalScience

Il volo di Vss Unity

Il volo di Vss Unity

Fulvia Croci 30 maggio 2018

La SpaceShipTwo VSS Unity di Virgin Galactic ha spiccato di nuovo il volo. VSS Unity ha sorvolato il deserto del Mojave in California lo scorso 29 maggio a bordo del velivolo WhiteKnigtTwo che ha provveduto a rilasciarla a circa 15.000 metri di quota. Successivamente Vss Unity ha acceso i suoi motori per 31 secondi raggiungendo l’altitudine massima di 34.900 metri ad una velocità pari a Mach 1.9. «Siamo soddisfatti dei test superati – commenta Richard DalBello, vice presidente del settore Bussiness Development di Virgin Galactic durante un’intervista rilasciata a GlobalScience – non possiamo ancora stabilire la data del prossimo volo, è necessario che il team che ha lavorato su quello del 29 maggio faccia le necessarie verifiche e le comunichi a chi sta preparando il successivo». Il volo del 29 maggio è stato il 13esimo per Vss Unity di cui quattro effettuati a bordo del White KnightTwo e sette in planata, senza l’ausilio dei motori.


Secondo quanto dichiarato dal numero uno della compagnia Richard Branson, se la campagna di test continuerà a dare risultati positivi, ci potrebbero essere i primi voli commerciali aperti a clienti già da quest’anno. Il costo dei biglietti ipotizzato dalla Virgin si aggira intorno ai 250mila dollari. I passeggeri a bordo della SpaceShipTwo Vss Unity sperimenteranno diversi minuti di assenza di gravità mentre osserveranno la curvatura terrestre che si staglia contro l’oscurità dello spazio. Nel giro di qualche anno, la realtà dei voli suborbitali coinvolgerà anche l’Italia. Nel dicembre 2016, Altec società partecipata dall’Agenzia Spaziale Italiana e Thales Alenia Space e la Virgin Galactic, hanno stretto un accordo per la sperimentazione di questo particolare tipo di voli. L’intesa prevede la realizzazione di uno spazioporto che verrà realizzato a partire da una struttura già esistente nella zona di Taranto-Le Grottaglie e la struttura potrebbe essere attivata nel 2020.  


«Virgin e Asi si incontrano regolarmente e discutono delle collaborazioni da poter attivare in vari settori – continua DalBello – il presidente Battiston ha visitato le nostre facilities nel deserto del Mojave in occasione del 33 esimo Space Symposium di Colorado Springs nell’aprile dello scorso anno e questo fine settimana Dan Hart, Ceo di Virgin Orbit, parteciperà a un evento a Trento per parlare di  new space economy,che sta rivoluzionando il settore spaziale». Ma non è tutto, la collaborazione tra l’Italia e la Virgin potrebbe estendersi anche al volo suborbitale a scopo di ricerca: l’azienda è interessata a condurre esperimenti sui propri velivoli, un’occasione per gli astronauti italiani che avrebbero l’opportunità di effettuare voli sperimentali suborbitali  sugli spazioplani di Branson. La base di riferimento per queste attività sarà quella di Spaceport America nel deserto di  Jornada del Muerto in New Mexico. Inaugurato nel 2011 dallo stesso Branson, è il primo spazioporto al mondo ad essere stato realizzato per scopi commerciali.