Gli 'occhi' di Goes-17 proteggono il nostro Pianeta

Lanciato con successo il secondo satellite meteorologico di nuova generazione per la National Oceanic and Atmospheric Administration, che traccerà in tempo reale fenomeni naturali in grado di minacciare l’uomo e l’ecosistema

Liftoff Geos-s

Liftoff Geos-s

Redazione 2 marzo 2018

di Enrico Potenza


Alle 23:02 di ieri la NASA ha lanciato con successo il secondo satellite meteorologico di nuova generazione per la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa). Il satellite, attualmente denominato Goes-S (Gesotationary Operational Environmental Satellite-S), è stato caricato a bordo di un razzo Atlas V della United Launch Alliance (Ula) partito dal complesso di lancio di Cape Canaveral in Florida. Il Goes-S consentirà di raccogliere quasi in tempo reale dati precisi ed affidabili sui cambiamenti climatici nell’emisfero occidentale, nonché di tracciare e tenere sotto controllo tempeste violente, fulmini, incendi, banchi di nebbia costieri e altri fenomeni pericolosi.


Thomas Zurbuchen, associate administrator for science della Nasa, si è detto molto orgoglioso della collaborazione inter-agenzia con la Noaa e ha rimarcato come “GOES-S rappresenti una risorsa nazionale che avrà un enorme impatto sulla vita di tutti i giorni nell’emisfero occidentale”. Una volta raggiunta l’orbita geo-stazionaria, all’incirca a 36000 km dalla Terra, fra più o meno due settimane il satellite verrà rinominato Goes-17 e opererà in tandem con Goes-16, il primo della nuova serie di satelliti geo-stazionari della Nooa che osserva la porzione orientale degli Stati Uniti, estendendone il raggio d’azione dalla costa ovest dell’Africa alla Nuova Zelanda.


Goes-17 non solo apporterà un massiccio miglioramento alle previsioni del tempo, ma permetterà di tracciare incendi e altri fenomeni naturali in grado di minacciare l’uomo e l’ecosistema così da poter intervenire in maniera preventiva ed efficiente. Esso inoltre raccoglierà informazioni sugli spostamenti di densi banchi di nebbia che spesso disturbano le attività aeroportuali. A bordo del satellite è stato inoltre caricato lo strumento Geostationary Lightning Mapper (GLM), il quale monitorerà i picchi nell’attività dei fulmini, ormai noto presagio di tempeste. “Ad oggi il tempo medio per lanciare avvisi sull’arrivo di un tornado oscilla fra i 10 e i 15 minuti,” ha detto Tim Walsh, acting director del programma GOES-R “ma con l’utilizzo del GLM contiamo di aumentare notevolmente questa finestra temporale e forse addirittura di raddoppiarla”.