Al Festival della Scienza di Genova tira aria di Cambiamenti

Parte l’edizione 2018 sul tema dei cambiamenti: big science, nuove frontiere e sostenibilità globale, ma anche disabilità e dialogo interculturale

Un momento della conferenza stampa al CNR

Un momento della conferenza stampa al CNR

Manuela Di Dio 4 ottobre 2018

Presentata oggi a Roma, nell’aula Marconi del Consiglio Nazionale delle Ricerche, la sedicesima edizione del Festival della Scienza di Genova, l’annuale appuntamento con la scienza rivolto a tutte le fasce d’età. Dal 25 ottobre al 4 novembre 2018 Genova accoglierà 129 incontri, 13 spettacoli e 123 eventi unificati dal tema dei Cambiamenti. Scienza e tecnologia, come volano del cambiamento e dell’innovazione, traguarderanno gli undici giorni di festival verso le nuove frontiere della medicina, i cambiamenti climatici e la sostenibilità globale, ma anche la big science, l’impatto delle nuove tecnologie sul miglioramento della qualità della vita per le disabilità, la ricerca come elemento unificante tra culture e generi.


“Un festival importante che si svolge in un momento particolare per la città di Genova” ha commentato il presidente del festival Marco Pallavicini “sono orgoglioso di quello che la città, con il sostegno degli enti scientifici, è stata in grado di fare”. “Il festival favorisce le commistioni: la coesistenza di scienziati, artisti, professionisti ne testimonia la vivacità” ha detto Mario Tozzi, geologo del CNR e divulgatore scientifico. L’ospite di quest’anno sarà Israele, un Paese che ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il contributo alla scienza e all’innovazione tecnologica mondiale.


Il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston parteciperà al festival con un incontro dedicato al futuro dell’esplorazione spaziale, mentre Giancarlo Varacalli dell’Asi interverrà sul dibattito sulla tecnologia dei nanosatelliti con l’ingegnere aerospaziale Pini Gurfil. Nel Palazzo Ducale di Genova l’Asi proporrà la mostra “50+ Trenta, lo Spazio in Italia”, un viaggio fotografico in più di mezzo secolo di Spazio italiano e trent’anni di Asi, nelle tappe che hanno reso l’Italia uno dei leader mondiali nelle attività spaziali. L’Asi, inoltre, presenterà con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e con l’Istituto Nazionale di Astrofisica lo spettacolo “Lights and waves rhapsody” al Teatro della Tosse il 1° novembre. Il racconto è quello della più straordinaria scoperta in fisica degli ultimi 100 anni, la prima rivelazione di onde gravitazionali emesse dalla collisione tra buchi neri e dalla fusione di stelle di neutroni, avvenuta in perfetta sinergia tra strumenti molto diversi tra loro. Accompagnerà la narrazione un trio jazz d’eccezione composto da Danilo Rea, Paolo Damiani, Martux. Qui il programma degli eventi.