Osiris Rex e Dart in prima linea per lo studio degli asteroidi

Osiris Rex e Dart, due missioni targate Nasa, saranno fondamentali per migliorare le tecniche di difesa contro i pericoli rappresentati dagli oggetti vicini alla Terra

Un esempio di Near Earth Object

Un esempio di Near Earth Object

Fulvia Croci 12 settembre 2018

Sono migliaia gli asteroidi la cui orbita è vicina a quella della Terra. Alcuni di essi costituiscono una minaccia per via della vicinanza al nostro pianeta. La necessità di prevenire i pericoli derivanti da questi incontri ravvicinati ha portato la Nasa a concepire due missioni, Osiris Rex e Dart, appositamente dedicate allo studio di questi corpi celesti. Osiris Rex, la terza missione del programma New Frontiers dell’agenzia americana, ha dato finalmente il via alle osservazioni scientifiche di Bennu, un piccolo asteroide di 500 metri di diametro. La sonda ha realizzato le prime immagini dell’oggetto a fine agosto, da una distanza di circa 2,2 milioni di chilometri dopo un viaggio di quasi due anni.


Ora Osiris dovrà individuare i pennacchi di polveri intorno a Bennu per studiare la migliore strategia di avvicinamento all’oggetto in vista del rendez-vous, previsto per l’inizio di dicembre. Successivamente, la sonda orbiterà intorno a Bennu per 4 settimane per consentire le osservazioni ravvicinate della sua superficie. Una volta completata questa operazione, Osiris preleverà un campione di materiale dalla superficie e lo riporterà a Terra nel 2023. Mentre Osiris Rex sarà sulla via del ritorno, la missione Dart, programmata per il lancio tra la fine del 2020 e la metà del 2021, farà il suo debutto. Dart metterà alla prova la tecnica dell'impatto cinetico, che consiste nel colpire un asteroide per spostare la sua orbita e allontanarlo dalla Terra.  


La missione è recentemente passata alla fase di progettazione e assemblaggio e si prepara all’incontro con Didimos, un asteroide binario composto da un oggetto più grande, Didimos A di 780 metri di diametro e uno più piccolo, Didimos B di 160 metri. Dart colpirà Dididmos B a una velocità di circa 6 chilometri al secondo, teoricamente sufficiente per deviare l’asteroide dalla sua traiettoria. Lo schianto di Dart rappresenterà il primo test al mondo per la difesa contro gli asteroidi e i risultati saranno di importanza cruciale per l’avanzamento delle future missioni contro gli oggetti che minacciano la Terra.