Iridium 94, satellite disintegrato senza danni

Avvenuto oggi il rientro incontrollato in atmosfera di uno dei satelliti della costellazione Iridium. L’evento era stimato da 10 a 100 volte meno pericoloso della caduta della stazione spaziale cinese

Il monitoraggio di Iridium 94 (Aerospace Corporation)

Il monitoraggio di Iridium 94 (Aerospace Corporation)

Giulia Bonelli 18 aprile 2018

Sono passate poco più di due settimane dalla caduta di Tiangong-1, i cui resti si sono inabissati nell’Oceano Pacifico Meridionale la notte del 2 aprile. Il mondo intero ha seguito i costanti monitoraggi della stazione spaziale cinese, che ha lasciato in eredità la costruzione di una stretta sinergia internazionale per affrontare il problema dei detriti spaziali.


Oggi un nuovo esempio, anche se di portata nettamente inferiore, arriva da Iridium 94, un satellite per le telecomunicazioni che, dopo 16 anni di servizio, è stato fatto precipitare verso la Terra questa mattina. L’impatto con l’atmosfera è avvenuto intorno alle 8 italiane, e in base al monitoraggio effettuato dalla Aerospace Corporation statunitense (immagine in alto) i resti sono precipitati senza danni nel nord del Pacifico – quel tratto di mare che viene considerato il cimitero dei detriti spaziali, stessa ‘tomba’ marina del Palazzo celeste. E per continuare il confronto con la stazione cinese, il rientro incontrollato di questo satellite era considerato dagli esperti da 10 a 100 volte meno pericoloso. Rispetto alle 8 tonnellate di Tiangong-1, Iridium 94 pesava infatti circa dieci volte meno. Lanciato l’11 febbraio 2002 dalla base statunitense di Vandenberg Air Force a bordo di un razzo Delta, il satellite apparteneva alla costellazione Iridium dell’omonima compagnia di telecomunicazioni.


Per evitare il grande problema dei detriti spaziali, il rientro verso la Terra è spesso considerato il minore dei mali: permette infatti un monitoraggio attento dell’oggetto, che viene quasi del tutto disintegrato dopo il contatto con l’atmosfera. Ciò permette di evitare incidenti come quello avvenuto ad esempio nel 2009, che ha coinvolto un ‘fratello’ di Iridium 94: il satellite Iridium 33 si scontrò con il satellite russo Cosmos 2251 alla velocità di 11,70 chilometri al secondo, generando una miriade di detriti spaziali potenzialmente pericolosi per gli altri veicoli in orbita.