Il ‘tagliando’ di Falcon 9 per le missioni scientifiche

La Nasa certifica il razzo di SpaceX per alcune categorie di missioni scientifiche, a partire da Tess. Così l’azienda di Musk punta ad andare oltre i voli commerciali

Il vettore Falcon 9

Il vettore Falcon 9

Giulia Bonelli 19 febbraio 2018

Falcon 9 prende il volo. Ma stavolta il viaggio del vettore targato SpaceX è molto diverso dal solito: si tratta di una partenza simbolica, che però cambierà radicalmente il ruolo dell’azienda di Elon Musk nel panorama spaziale americano. Il razzo ha infatti ufficialmente ottenuto la certificazione della Nasa che funge da lasciapassare per l’utilizzo di Falcon 9 in alcune categorie di future missioni scientifiche.


L’autorizzazione dell’agenzia spaziale statunitense appare nero su bianco nel budget Nasa 2019, presentato pochi giorni fa dall’amministrazione Trump. “A gennaio 2018 – si legge nel documento – SpaceX ha completato con successo la certificazione della Categoria 2 per il Falcon 9 Full Thrust, che supporterà il lancio di Tess a partire da marzo 2018.” Ecco dunque che è stata già individuata la prima impresa scientifica con cui si cimenterà il razzo di Musk: la missione Transiting Exoplanet Survey Satellite (Tess), il telescopio spaziale per la ricerca di esopianeti che dovrebbe partire entro pochi mesi.


La ‘Categoria 2’ di cui parla la Nasa si riferisce alle cosiddette missioni a ‘medio rischio’, in cui rientra appunto anche Tess. E così SpaceX conferma il suo obiettivo a lungo termine di andare ben oltre i voli commerciali, e giocare un ruolo di primo piano anche nell’esplorazione spaziale. Un traguardo che del resto non è prerogativa soltanto dell’azienda di Musk: la Nasa ha infatti annunciato di aver avviato attività preliminari’ anche per certificare la versione attuale dei veicoli Antares di Orbital Atk e New Glenn di Blue Origin. A dimostrazione del fatto che, nella futura economia spaziale, pubblico e privato saranno sempre più intrecciati.