Un altro passo verso lo spazio profondo

Lo Space Launch System della Nasa ha superato con successo il secondo test sul controller di volo del 2018. Continua intanto la sfida tra SpaceX e Boeing per il primo volo entro quest’anno

Space Launch System (Nasa)

Space Launch System (Nasa)

Giulia Bonelli 5 febbraio 2018

Lo Space Launch System della Nasa compie un altro piccolo passo verso lo spazio profondo. L’1 febbraio il razzo pesante della Nasa ha infatti superato il secondo test sul controller di volo del suo nuovo sistema di lancio. Completata presso lo Stennis Space Center in Mississippi, la prova segue quella dello scorso 16 gennaio, quando il motore RS-25 si era acceso per circa 6 minuti.


Il nuovo test, andato a buon fine come il primo e con una durata simile, accende così la green light per questa fase di messa alla prova dei quattro motori dell’Sls. La Nasa si avvicina così all’obiettivo di mandare il primo equipaggio nello spazio profondo, a bordo della capsula Orion. In base al piano Nasa, nelle prime due missioni dell’Sls – le Exploration Mission 1 e 2 – verranno utilizzati appunto quattro motori RS-25, già presenti nel programma Shuttle. Si passerà poi a una nuova versione, la RS-25E, più leggera, appositamente sviluppata per le future esigenze del vettore.


Continua intanto il programma per il trasporto commerciale da e verso la Stazione spaziale internazionale, con un testa a testa tra SpaceX e Boeing. Dopo aver messo a punto rispettivamente le navicelle Dragon e CTS-100 Starliner secondo l’accordo stipulato con la Nasa, le due aziende competono per aggiudicarsi il primo volo entro il 2018. Cruciale sarà a tal proposito il lancio programmato dalla compagnia di Musk per domani 6 febbraio, quando Falcon Heavy proverà a mandare in orbita la Tesla rosso ciliegia destinata a Marte. Il volo di prova senza equipaggio dello Starliner dovrebbe invece avvenire qualche mese dopo, nell’agosto di quest’anno – lo stesso periodo in cui lo Space Launch System svolgerà ulteriori test in attesa delle missioni EM 1 e 2. Non resta dunque che attendere gli sviluppi di queste nuove frontiere dell’esplorazione spaziale pubblica e privata.