Blue Origin, un lancio per due

Con New Glenn, Blue Origin vede doppio e massimizza i ricavi, riducendo i costi per viaggi condivisi

New Glenn, elaborazione artistica

New Glenn, elaborazione artistica

Manuela Di Dio 16 luglio 2018

Jeff Bezos punta al raddoppio per la corsa dei privati allo Spazio. Col New Glenn, il "più potente razzo per portare in orbita le persone e i satelliti commerciali", il numero uno di Amazon e proprietario dell'azienda spaziale Blue Origin coltiva il progetto di moltiplicare per due i ricavi, piazzando due clienti in un solo lancio. Il primo lancio è previsto per la fine del 2020. Per quella data, Blue Origin proporrà ai privati che vogliono dividere il prezzo di una missione il viaggio in tandem sul New Glenn. “i nostri primi cinque lanci hanno provato il concetto di riutilizzabilità” spiega Ted McFarland, direttore commerciale di Blue Origin per l’Asia e il Pacifico, “dal sesto in poi puntiamo al raddoppio grazie alla portata del New Glenn”.


 


“Il nuovo razzo trasporta 13 tonnellate in orbita di trasferimento geostazionaria” spiega Clay Mowry, alla guida delle vendite dei lanci di Blue Origin, descrivendo il vettore "monstre" che si caratterizza già dal nome, quello di John Glenn, primo astronauta americano che volò in orbita intorno alla Terra. ‎I parametri di peso e volume del New Glenn, progettato fin dall'inizio per il riutilizzo, sono più grandi di quelli di Ariane 5 di Arianespace, di Proton dell’International Launch Services e di Falcon 9 di SpaceX, i principali attori sulla scena dei lanci di satelliti commerciali. ‎Mentre Ariane 5, fiore all’occhiello dell’Europa, può portare due satelliti ma coordinando le differenze di peso, New Glenn non pone questo problema, secondo quanto specificato da Blue Origin.


 


“Ai clienti non piace la condivisione, è poco flessibile” ribatte Jonathan Hofeller, vice presidente della concorrente Space X “Il nostro punto di forza sono i lanci dedicati”. Lo scetticismo sul “rocket-sharing” è espresso anche dai manager delle concorrenti Mitsubishi Heavy Industries e International Launch Services, i cui lanciatori, potenzialmente duali, rimarranno dedicati, per ovviare ai ritardi dei co-passeggeri e agli intoppi dei lanci duali. “La vera sfida è il raggiungimento diretto dell’orbita geosincrona” dichiarano Kevin Reyes, manager dell’International Launch Services e Jonathan Hofeller di Space X, sul punto di varare un percorso più rapido per l’operatività dei satelliti. Ma Ted McFarland di Blue Origin rassicura: “Non ci saranno ritardi nei voli. Con una cadenza di otto lanci l’anno, i clienti partiranno secondo le pianificazioni, in doppio o in singolo, allo stesso prezzo concordato”.