Nuovi indizi sulla formazione stellare

I deboli campi magnetici che si diramano all’interno dei celebri Pilastri della Creazione hanno fornito nuove informazioni sul processo di formazione delle stelle

I pilastri della Creazione osservati da Hubble

I pilastri della Creazione osservati da Hubble

Fulvia Croci 11 giugno 2018

Lo studio dei campi magnetici potrebbe far luce sui processi di formazione delle stelle oltre a fornirci maggiori dettagli su una delle immagini più iconiche mai realizzate: i Pilastri della Creazione. Ripresi per la prima volta nel 1995 dal telescopio spaziale Hubble, i Pilastri, sono composti da  una serie di colonne di gas interstellare e polveri visibili nella Nebulosa dell’Aquila e sono considerati tra le migliori immagini mai scattate dal famoso telescopio.


Ora, un team di ricercatori noto come Bistro, che annovera al suo interno scienziati della University of Central Lancashire, è riuscito a mappare i sottili campi magnetici all’interno dei Pilastri. Questi ultimi, si diramano lungo la struttura di gas e polveri seguendo una diversa angolazione rispetto alle regioni circostanti.  La recente scoperta, suggerisce che i Pilastri si sono evoluti grazie alla forza del campo magnetico mentre le stelle nell’ammasso centrale potrebbero essere il risultato del collasso dei gas rallentati dai campi magnetici che danno ai Pilastri la loro caratteristica forma.


Il team di scienziati ha utilizzato il polarimetro installato sul Maxwell Telescope alle Hawaii per dimostrare che la luce emessa dai Pilastri è polarizzata e indica la direzione del campo magnetico.Gli strumenti utilizzati per la realizzazione di questo studio sono estremamente precisi e hanno permesso di osservare dei campi magnetici molto deboli e la scoperta è di importanza fondamentale per risolvere il mistero che si cela dietro la formazione delle stelle.