Alla scoperta del mistero dei buchi neri e delle onde gravitazionali

Thales Alenia Space sigla contratto con l’ESA per la missione Lisa per lo studio dell’Universo

Buchi neri

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Redazione 4 giugno 2018

Thales Alenia Space (joint venture tra Thales 67% e Leonardo 33%) ha annunciato oggi di aver siglato un contratto con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per lo studio di fase A di LISA (Laser Interferometer Space Antenna), la terza missione di classe “Large” del programma scientifico dell’ESA, Cosmic Vision 2015-25.  LISA sarà il primo osservatorio spaziale per le onde gravitazionali. Scopo di LISA è la rivelazione delle onde gravitazionali, perturbazioni dello spazio-tempo prodotte da corpi celesti di grande massa e densità (quali stelle di neutroni o buchi neri) che si muovono di moto accelerato, come previsto dalla teoria della relatività generale di Albert Einstein. La missione offrirà agli scienziati una visione completamente nuova del cosmo rispetto a quella ottenibile con le tecniche di osservazione tradizionali e permetterà di indagarne alcuni degli aspetti ancora misteriosi.


LISA sarà costituita da tre satelliti orbitanti attorno al sole,  in modo da mantenere una formazione a triangolo equilatero con lati di 2,5 milioni di chilometri. Ogni satellite porterà due masse di riferimento. Fasci laser saranno trasmessi tra un satellite e l’altro per misurare lo spostamento di queste masse con una risoluzione dieci volte inferiore alle dimensioni di un atomo. Thales Alenia Space condurrà questa fase di studi di fattibilità che si concluderà a gennaio 2020. L’acquisizione di questo contratto rappresenta un primo, importante successo per Thales Alenia Space nel percorso verso la realizzazione della missione LISA  e conferma il ruolo primario della nostra azienda nel panorama delle grandi missioni scientifiche europee.  


L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e l’Università di Trento (Laboratorio di Gravitazione del Dipartimento di Fisica) con il sostegno dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ha la leadership della missione per il sistema di masse in caduta libera, che sono al cuore della misura di LISA e che rappresentano il fattore determinante per la risoluzione di gran parte delle sorgenti astrofisiche. Questo ruolo, che comprende anche un importante contributo alla strumentazione di bordo, è stato conquistato grazie al al successo ottenuto dal team ASI-INFN e Università di Trento alla missione Esa Lisa Pathfinder - progettata proprio per testare le tecnologie necessarie a costruire un osservatorio spaziale per le onde gravitazionali - che ha dimostrato la caduta libera in orbita.