L'Italia entra nella rete Lofar

Lofar è la più estesa rete per osservazioni radioastronomiche in bassa frequenza attualmente operativa

La mappa della rete Lofar

La mappa della rete Lofar

Redazione 16 aprile 2018

Con oltre 25 mila antenne raggruppate in 51 stazioni distribuite in 7 stati europei, Lofar (Low Frequency Array) è la più estesa rete per osservazioni radioastronomiche in bassa frequenza attualmente operativa. E oggi, con la firma da parte dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) del contratto per la realizzazione di una nuova stazione presso Medicina, in provincia di Bologna, Lofar si avvia a diventare ancor più esteso ed accrescere di conseguenza le sue capacità osservative.


 


“L’adesione dell’Italia all’International Lofar Telescope rappresenta un passo importante per INAF” commenta Nichi D’amico, presidente dell’Inaf. “Lofar è una infrastruttura di ricerca all’avanguardia nel campo della radioastronomia a bassa frequenza ed è a tutti gli effetti un precursore della grande infrastruttura mondiale Ska (Square Kilometre Array) la cui costruzione e future operazioni vedono Inaf e l’Italia fortemente coinvolti. Con Lofar potremo acquisire osservazioni di altissimo valore scientifico ed allo stesso tempo preparare le nuove generazioni all’uso di Ska in anni futuri”.


 


Lofar è una struttura di livello mondiale per la ricerca astronomica. È stato progettato e sviluppato da Astron, l'Istituto olandese per la radioastronomia, e ora con l’Italia conta la partecipazione di otto stati in Europa. Grazie alla sua avanzata elettronica di tipo intelligente, permette di captare onde radio provenienti dalle sorgenti più prossime a noi come il Sole, per spingersi fino ai flebili segnali emessi da galassie e buchi neri lontanissimi, fino ai confini dell’universo.


 


L’Inaf investirà in Lofar più di 2,5 milioni di euro nei prossimi cinque anni e parteciperà con il suo personale allo sviluppo della nuova generazione di dispositivi elettronici allo stato dell’arte che equipaggeranno il radiotelescopio diffuso.


 


Per René Vermeulen, Direttore dell'Ilt, l’ingresso dell’Italia "permetterà di ottenere una rete di antenne meglio distribuita in tutta Europa, a beneficio di tutti gli astronomi che potranno avere a disposizione una migliore della qualità delle immagini raccolte".