Mars Express versione 2.0

La sonda marziana dell’Esa pronta per un aggiornamento software che dovrebbe estenderne la vita operativa fin oltre il 2020

Mars Express

Mars Express

Manuela Proietti 12 aprile 2018

Nuovo aggiornamento disponibile. Se Mars Express avesse un centro notifiche, sarebbe questo il messaggio che si vedrebbe comparire. Come accade per i nostri tablet, smartphone e pc, anche per la sonda Esa è arrivato il momento dell’update software. Con una importante differenza: il download e l’installazione devono avvenire a 150 milioni di km di distanza. Non stupisce che il sistema operativo di Mars Express necessiti di un refresh: la sonda, la cui vita operativa avrebbe dovuto esaurirsi dopo due anni, è in orbita marziana dal 2003. A girare sulla sonda è quindi un software vecchio più di 15 anni, un periodo che in termini informatici, come ben sappiamo, è un’eternità.


Sebbene la sonda sia comunque in buona forma, è stato registrato un trascurabile calo delle performance. Ma ciò che preoccupa il team di Mars Express sono i sei giroscopi che non stanno più operando correttamente. Si tratta di strumenti fondamentali, che insieme alle bussole stellari permettono al veicolo di orientarsi nello spazio. Lo sviluppo del software ha richiesto molti mesi e il coinvolgimento di diversi team. Oggi dopo un lungo periodo di test è arrivata la luce verde per procedere all’installazione. Domenica il nuovo codice è stato inviato alla sonda e caricato in un’area libera del computer di bordo. Ora, come avviene quando aggiorniamo i nostri dispositivi, i mission controller dovranno spegnere la sonda e poi far partire il riavvio con il nuovo software. Un’operazione estremamente critica, attualmente programmata per il 16 aprile.


Se tutto andrà come previsto le successive due settimane serviranno a testare e riconfigurare il sistema, poi si potranno riprendere le attività scientifiche. L’update dovrebbe garantire alla sonda di operare correttamente almeno fino al 2020, così da poter continuare a dare sopporto al Trace gas orbiter e, in futuro, ai rover che giungeranno sul pianeta rosso, tra cui l’europeo ExoMars.