Look fantasiosi per i dischi circumstellari

Le nuove immagini realizzate dallo strumento Sphere del telescopio Vlt dell’Eso evidenziano una grande varietà di forme e strutture per i dischi situati intorno a baby stelle

I dischi osservati dal Vlt con Sphere (Credits: EsoH. Avenhaus et al./E. Sissa et al./Dartts-S and Shine collaborations)

I dischi osservati dal Vlt con Sphere (Credits: EsoH. Avenhaus et al./E. Sissa et al./Dartts-S and Shine collaborations)

Valeria Guarnieri 11 aprile 2018

Una vera e propria sfilata di outfit sgargianti e bizzarri: è quella che si è presentata allo sguardo elettronico del telescopio Vlt dell’Eso, che con il suo strumento Sphere (Spectro-Polarimetric High-contrast Exoplanet REsearch) è riuscito ad immortalare - con un dettaglio senza precedenti - i dischi di polveri che si trovano intorno a giovani stelle. Le immagini mettono in evidenza una straordinaria varietà di forme, dimensioni e strutture, su cui probabilmente agiscono anche le forze di pianeti in fieri. Gli astronomi hanno potuto realizzare questa galleria fotografica grazie a Sphere, il cui compito principale è osservare gli esopianeti in orbita intorno a stelle vicine; lo strumento, però si è rivelato di grande utilità nello studio dei dischi circumstellari, in quanto è in grado di eliminare le interferenze della luce e di far risaltare meglio le regioni limitrofe agli astri.


I dischi osservati si trovano ad una distanza dalla Terra compresa tra 230 e 550 anni luce e contengono gas, polveri e planetesimi, i ‘mattoni’ che andranno a costituire i futuri pianeti. Alcuni dischi presentano persino degli anelli e, in generale, questi soggetti appaiono così differenti anche a causa della loro posizione, di piatto o di taglio. Tra le stelle prese in considerazione per l’indagine sui dischi, molte fanno parte della mappatura Dartts-S (Discs ARound T Tauri Stars with Sphere), dedicata alle T Tauri, una tipologia di astri molto giovani (hanno meno di 10 milioni di anni) e dalla luminosità variabile. Invece, il disco intorno alla stella rossa Gsc 07396-00759 è stato individuato nell’ambito di un’altra mappatura, Shine (SpHere INfrared survey for Exoplanets), focalizzata sugli esopianeti. Il disco di Gsc ha una peculiarità: si presenta piuttosto evoluto rispetto ad un suo ‘collega’ situato intorno ad una T Tauri, che fa parte dello stesso sistema ed ha la medesima età della stella rossa. Lo studio dei dischi, quindi, risulta di fondamentale importanza per approfondire il collegamento tra le loro proprietà e la formazione dei pianeti.


I risultati delle ricerche sui dischi circumstellari sono stati illustrati in due articoli disponibili in preview, che saranno prossimamente pubblicati su The Astrophysical Journal (“Disks Around T Tauri Stars With Sphere (Dartts-S) I: Sphere / Irdis Polarimetric Imaging of 8 Prominent T Tauri Disks”) e su Astronomy & Astrophysics (“A new disk discovered with Vlt/Sphere around the M star Gsc 07396-00759”). Il team di ricercatori che ha condotto l'indagine su Gsc ha un tocco tricolore: infatti, il primo autore dell'articolo è Elena Sissa dell'Inaf di Padova

Il video dell'Eso