Clima marziano, la ‘parola’ all’argilla

L’argilla presente sulla superficie di Marte può migliorare la comprensione dell’ambiente geochimico del pianeta

Una panoramica della Mawrth Vallis su Marte

Una panoramica della Mawrth Vallis su Marte

Fulvia Croci 6 febbraio 2018

Uno studio condotto dal Seti Institute e dall’Ames Research Center della Nasa ha analizzato alcune caratteristiche del clima di Marte per capire quali condizioni siano state fondamentali per la formazione dei depositi di argilla sulla superficie del pianeta. Attualmente la temperatura di Marte è al di sotto del punto di congelamento, ma sappiamo che, in tempi remoti, il pianeta era molto più caldo, dato che era presente acqua liquida che ha modellato gran parte dei paesaggi che vediamo oggi.


Lo studio ha analizzato vari tipi di argille presenti nelle antiche rocce marziane, catalogandole in tre tipi: argille ricche di magnesio che si sono formate grazie alla presenza di alte temperature comprese tra i 100 e i 400 gradi sotto la superficie; argille situate in laghi e corsi d’acqua  plasmate da temperature comprese tra i 20 e i 50 gradi e alluminosilicati come l’allofano che si sono formati a temperature fredde (meno di 20 gradi). Per raggiungere questo risultato gli scienziati si sono serviti di appositi modelli, sintetizzando l’argilla in laboratorio. Le conclusioni dello studio evidenziano che gli ambienti caldi e umidi presenti su Marte per brevi periodi hanno contribuito alla formazione dell’argilla osservata in superficie.


I depositi superficiali di argilla potrebbero essersi formati rapidamente durante queste brevi stagioni più miti. Una rialzo della temperatura media fino a 10 o 15 gradi potrebbe essere stata causata da una serie di fenomeni esterni, quali impatti di meteoriti o vulcanismo.  Comprendere il clima di Marte agli albori della sua storia è fondamentale per ricostruire le varie tappe della sua evoluzione climatica e per la ricerca di eventuali tracce d’acqua. L’argilla è  il minerale più abbondante su Marte e le ricerche correlate alla sua presenza saranno d’aiuto per migliorare la conoscenza dell’ambiente geochimico del pianeta.