Un 'vagare polare' su Cerere

Il pianeta nano ha subito un ri-orientamento dei poli di circa 36 gradi nel corso del tempo. Lo studio è stato pubblicato su Nature Geoscience

Cerere Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Cerere Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Ilaria Marciano 9 ottobre 2018

Con un diametro di circa 940 km, Cerere è di gran lunga il membro più grande della fascia di asteroidi, situata tra Marte e Giove. Il corpo celeste  ha visto mutare la sua natura, non solo per quanto riguarda la classificazione a lui assegnata dagli astronomi, ma anche per il continuo cambiamento degli strati esterni della sua crosta ghiacciata.


Un recente studio, condotto da un team di scienziati del Planetary Science Institute in Arizona, ha analizzato i dati della missione Nasa Dawn, per studiare le variazioni quasi impercettibili della sua superficie e osservare come è cambiata la sua densità. La parte più interessante della ricerca, è stata scoprire che il pianeta nano ha subito un ri-orientamento dei poli di circa 36 gradi nel corso del tempo, dovuto proprio alle variazioni della densità della crosta. Diversi pianeti e lune nel Sistema Solare subiscono lo stesso ‘spostamento polare’, tra cui la Terra e Marte.


Secondo lo studio, pubblicato su Nature Geoscience, queste variazioni suggeriscono la presenza di uno attrito molto ridotto tra lo strato della crosta e quello del mantello di Cerere, e uno dei possibili meccanismi che può contribuire ridurre tale attrito potrebbe essere la presenza di un antico oceano d’acqua sotto la crosta.   "Il percorso intrapreso dai poli di Cerere, inoltre, non è lineare, ma sembra piuttosto un sentiero a forma di S", afferma il principale autore dello studio, Pasquale Tricarico. "Sarà interessante scoprire il perchè e capire qual è stato il meccanismo che ha innescato questo 'vagare polare'". Studi futuri potranno esaminare le potenziali cause delle anomalie nella densità di Cerere. Una di queste, sembra essere collegata ad un grande cratere situato sul pianeta.