Una nana bianca con il ‘seguito’

I resti di un planetesimo orbitano intorno a Wd 1145+017: una situazione rara, analizzata in uno studio pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society

Elaborazione artistica del sistema di Wd 145+017 (Credits: Nasa/Jpl-Caltech)

Elaborazione artistica del sistema di Wd 145+017 (Credits: Nasa/Jpl-Caltech)

Valeria Guarnieri 3 ottobre 2018

È un unicum che si trova a circa 570 anni luce dalla Terra, nella costellazione della Vergine, ed ha suscitato l’interesse degli studiosi per la presenza di un singolare ‘codazzo’ di detriti: si tratta di Wd 1145+017, una rara nana bianca intorno alla quale orbitano i frammenti di un oggetto planetario. Wd 1145+017, il cui sistema è stato scoperto nel 2015, è salita recentemente agli onori della cronaca per uno studio dedicatole da un gruppo internazionale di astronomi, coordinato dall’Istituto di Astrofisica delle Canarie (Iac) e pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (articolo: “Fast spectrophotometry of WD 1145+017”).


Una nana bianca è quanto rimane di un astro dopo che ha esaurito la sua energia nucleare ed è lo stadio cui giungerà - secondo numerosi studi in materia - circa il 95% delle stelle presenti nell’Universo, Sole compreso. La peculiarità di Wd 1145+017 è appunto la presenza di detriti di un planetesimo, che le orbitano intorno e producono cambiamenti nella luminosità dovuti all’occultazione; i frammenti passano di fronte alla nana ogni 4,5 ore e sono soggetti anche a collisioni che nel corso del tempo li porteranno a disintegrarsi. Il gruppo di lavoro ha utilizzato due telescopi, situati presso l’Osservatorio di Roque de los Muchachos alle Canarie; nello specifico, si tratta del Gran Telescopio Canarias - che ha fornito i dati spettroscopici – e del Liverpool Telescope - cui si devono quelli fotometrici. Analizzando le informazioni, i ricercatori hanno notato che, durante i transiti, le nubi di polvere provenienti dai detriti riducono la luminosità di Wd 1145+017 anche del 50%.


Inoltre, le nubi in passaggio presentano una struttura complessa, che ha richiesto l’utilizzo di modelli informatici per cercare di delinearla: ad esempio, è stato riscontrato che il transito connesso alla massima riduzione della luminosità è stato prodotto da sei frammenti del planetesimo, situati ad uguale distanza. Sempre in occasione del massimo transito, gli studiosi hanno evidenziato una riduzione nella quantità dell’assorbimento prodotta dal ferro; secondo il gruppo di lavoro, il fenomeno non nasce nell’atmosfera della nana bianca, ma in un disco di gas che le orbita intorno. Il sistema di Wd 1145+017 viene ritenuto di grande interesse non solo per lo studio dei percorsi evolutivi delle stelle, ma anche perché può fornire informazioni utili sul futuro del Sole e del Sistema Solare.