Gli ‘squilibri’ del Sole

Da cosa deriva la differenza di flusso magnetico sulla nostra stella? L’ipotesi di un nuovo studio su Astrophysical Journal

Attività solare (Nasa)

Attività solare (Nasa)

Giulia Bonelli 7 agosto 2018

Tempeste, espulsioni di massa coronale, macchie, vento solare: la superficie della nostra stella è teatro di grandi battaglie, molte delle quali sono guidate dalla complessa attività magnetica del Sole. A partire dagli anni ’70, gli scienziati hanno iniziato a comprendere il funzionamento di questo magnetismo, misurando in particolare la diversa concentrazione di flusso magnetico ai poli opposti della nostra stella.


Ad oggi, gli scienziati hanno monitorato le variazioni nel campo magnetico del Sole per oltre due cicli solari pieni, ottenendo la conferma del fatto che i fenomeni magnetici sulla superficie non sono costanti. Ma qual è il motivo di questo ’squilibrio’ solare? Un nuovo studio pubblicato su Astrophysical Journal cerca di rispondere a questa domanda analizzando le due ipotesi principali, secondo cui le differenze di flusso magnetico potrebbero essere provocate da piccole regioni magnetiche sulla superficie, come le macchie solari, oppure da strutture magnetiche più ampie misurabili su larga scala.  


Utilizzando i dati dell’osservatorio della Nasa Sdo (Solar Dynamics Observatory), gli scienziati hanno dimostrato che la soluzione va cercata nella seconda ipotesi: gli ‘squilibri’ del Sole sarebbero originati da fenomeni magnetici che interessano ampie zone della superficie solare. Il che significa che esiste un magnetismo complesso in grado di modificare, con una serie di effetti a catena, i flussi magnetici da un lato all’altro della nostra stella. Tutti i fenomeni turbolenti che investono la superficie solare, dal vento fino ad arrivare alle tempeste solari, partono da qui: il che dimostra una volta di più lo stretto legame tra magnetismo e clima spaziale.