Venere un tempo abitabile? Ce lo diranno i droni

La Nasa ha assegnato un contratto alla Black Swift Technologies per lo sviluppo di un drone che andrà a studiare il passato acquoso di Venere e la sua atmosfera

Rappresentazione artistica del drone che andrà su Venere Credit: Northrop Grumman Corp

Rappresentazione artistica del drone che andrà su Venere Credit: Northrop Grumman Corp

Ilaria Marciano 9 luglio 2018

Negli ultimi tempi si è parlato molto dei nuovi programmi di esplorazione del Sistema Solare, in particolare volti a studiare Marte. Ma c’è un pianeta che ha catturato sempre più l’attenzione della Nasa: Venere. Il nuovo ed ambizioso progetto dell’agenzia americana, che intende portare avanti insieme a Black Swift Technologies, società specializzata in sistemi aerei senza equipaggio, è quello di studiare il passato di Venere attraverso l’utilizzo di un drone, capace di sopravvivere ai forti venti che imperversano nella turbolenta atmosfera del pianeta.


Grazie ai modelli climatici molto simili a quelli di Marte, Venere in passato potrebbe aver avuto un ambiente più ospitale alla vita, in cui, forse, scorreva acqua sotto la sua superficie. Recenti studi inoltre indicano la presenza di vita microbica nelle nuvole del pianeta, il che avrebbe motivato ancora di più l’agenzia americana a portare avanti nuovi programmi di esplorazione per indagare il suo passato acquoso  e per cercare tracce di vita organica nella sua atmosfera. L’agenzia ha quindi assegnato alla Black Swift un contratto iniziale di sei mesi per lo sviluppo del concept, fornendo le specifiche su ciò di cui ha bisogno. Questo contratto comprende una sovvenzione di 125,000 dollari da parte del programma federale denominato Small Business Innovation Research, volto a motivare le piccole imprese ad impegnarsi nella ricerca e sviluppo in ambito federale.


“Speriamo che la nostra esperienza su sistemi aerei senza pilota che interagiscono con gravi tempeste sulla Terra, possa fornire un contributo prezioso sul modo migliore di esplorare l’ambiente turbolento su Venere”, spiega Jack Elston, co-fondatore di Black Swift Technologies. “Inoltre, il lavoro che svolgiamo contribuirà a migliorare il design dei nostri aerei per esplorare in futuro qualsiasi cosa, dai pennacchi vulcanici agli uragani".Questa non è la prima volta che Black Swift ha stretto una partnership con la Nasa per creare veicoli aerei senza equipaggio e per studiare ambienti difficili. L'anno scorso, alla compagnia è stato assegnato un secondo contratto per un valore di 875,000 dollari per costruire un drone in grado di monitorare la temperatura, i livelli di gas, i venti e i livelli di pressione all'interno dei vulcani della Costa Rica. Allo scadere dei sei mesi, se la Nasa approverà il progetto, il drone della Black Swift, si unirà a future missioni, come la navicella spaziale Davinci, Venus Emissivity, InSAR, e via dicendo. Tutte queste missioni mirano a raggiungere Venere e a sfidare le sue dure condizioni al fine di determinare se il pianeta “gemello” della Terra sia stato una volta più abitabile, e per studiarne la sua evoluzione.