Sull’esopianeta il cielo è sempre più blu

Sodio potassio e litio, per la prima volta insieme nell’atmosfera di un esopianeta

Sistema planetario

Sistema planetario

Manuela Di Dio 4 giugno 2018

WASP-127b è un esopianeta molto originale. E’ uno dei pianeti meno densi mai avvistati ed è ricco di una molteplicità di metalli; non se ne trova uno così tra migliaia osservati. Tenuto d’occhio dal team di studiosi dell’Università di Cambridge e dell’Istituto di Astrofisica delle Canarie, IAC, in Spagna, le peculiarità di WASP-127b, un gigante gassoso con cieli parzialmente limpidi e forti tracce di metalli nell’atmosfera, sono finite in una ricerca su Astronomy & Astrophysics.


 


Ha un raggio 1,4 volte più esteso di quello di Giove ma ha il 20% della sua massa, orbita in poco più di 4 giorni intorno alla sua stella, ha una temperatura di 1127° C, ma la vera particolarità di WASP-127b è la sua atmosfera: per la prima volta è stata evidenziata la consistente presenza di metalli alcalini come sodio, potassio e litio, contemporaneamente. Un’atmosfera limpida, secondo gli studiosi, con cieli tersi al 50% circa, grazie alla forte concentrazione di sodio e potassio. “Le peculiari caratteristiche di questo pianeta ci consentono di approfondire la sua composita atmosfera” spiega Guo Chen, dello IAC, primo firmatario dello studio “la presenza del litio è fondamentale per comprendere l’evoluzione del sistema planetario e getterà luce sui meccanismi di formazione del pianeta”. Del resto, anche la stella di riferimento di WASP-127b è ricca di litio, l’arricchimento di metalli è intervenuto alle origini del sistema.


 


I risultati della ricerca su WASP-127b, catturati con lo strumento OSIRIS del Gran Telescopio Canarias, dell’Osservatorio Roque de los Muchachos, La Palma, dimostrano le enormi potenzialità dei telescopi a terra per lo studio dell’atmosfera dei pianeti. “Il litio nell’atmosfera di un pianeta è una scoperta fondamentale e ci motiva ad approfondire e a dettagliare modelli teorici per corroborare i risultati” afferma il co-autore dello studio Nikku Madhusudhan dell’Università di Cambridge. Secondo gli studiosi, WASP-127b sarà un esopianeta di riferimento per i futuri studi condotti con i telescopi spaziali come il James Webb Telescope.