Buchi neri ‘frenanti’

Uno studio presentato al 231° meeting dell’American Astronomical Society evidenzia l’influsso dei buchi neri sulla formazione stellare in piccole galassie

Comparazione tra una galassia nana (a destra) e una più grande (Credits: Samantha Penny - Università di Portsmouth - e Ssds Collaboration)

Comparazione tra una galassia nana (a destra) e una più grande (Credits: Samantha Penny - Università di Portsmouth - e Ssds Collaboration)

Valeria Guarnieri 10 gennaio 2018

Sono un milione di volte più massicci del Sole, si celano nel ‘cuore’ delle galassie ed emettono venti così intensi da influenzare i processi che portano alla nascita di nuovi astri. Sono i buchi neri super-massicci, al centro di un nuovo studio presentato ieri al meeting invernale dell’American Astronomical Society, in corso a Washington. La ricerca, mirata ad illustrare l’azione ‘frenante’ dei buchi neri sulla formazione di stelle in galassie nane, è stata curata dall’Università di Portsmouth ed è stata condotta sui dati della mappatura Ssds (Sloan Digital Sky Survey).  


Secondo gli autori, lo studio aiuta a far luce sui processi evolutivi delle galassie, dato che le nane (costituite da un numero di stelle che varia da 100 milioni ad alcuni miliardi) sono molto più numerose rispetto a ‘colleghe’ di ampie dimensioni come la Via Lattea. In qualsiasi galassia la fase di nascita di nuove stelle conosce, ad un certo punto, una battuta d’arresto e spesso il ‘colpevole’ è un buco nero super-massiccio. Queste entità, infatti, possono in un certo senso regolare la formazione stellare attraverso un processo di riscaldamento, sprigionando energia tramite venti molto intensi; quando tali venti colpiscono le nubi molecolari in cui le stelle muovono i ‘primi passi’ producono un riscaldamento del gas, bloccando la fase di collasso all’origine di nuovi astri.


Questi meccanismi erano stati individuati per le galassie extra large, mentre si pensava che in quelle nane ne agissero altri; tuttavia, gli autori della ricerca, utilizzando in particolar modo la sezione Manga (Mapping Nearby Galaxies at Apache Point Observatory) della mappatura Ssds, hanno trovato indizi dell’azione dei buchi neri nelle piccole galassie. Secondo il gruppo di lavoro, questa scoperta può avere importanti ricadute sugli studi dedicati all’evoluzione galattica, soprattutto nel campo delle simulazioni relative alle galassie nane in cui appare necessario prendere in considerazione il fattore buchi neri.