Una gigante rossa con le 'bolle'

Con il telescopio Vlt dell’Eso osservati - per la prima volta - i granuli sulla superficie di una stella al di fuori del Sistema Solare. Lo studio in pubblicazione su Nature

La superficie della gigante rossa π1 Gruis (Credits: Eso)

La superficie della gigante rossa π1 Gruis (Credits: Eso)

Valeria Guarnieri 20 dicembre 2017

Si trova a 530 anni luce dalla Terra, nella costellazione meridionale della Gru, ha una massa molto simile a quella del Sole, ma è più grande e luminosa: sono questi i tratti salienti di π1 Gruis, una stella gigante rossa fredda che si è guadagnata la ribalta per il look della sua superficie, punteggiata da ampie celle convettive che sembrano ricordare delle enormi 'bolle'. Le osservazioni della stella sono state condotte da un team internazionale di astronomi con lo strumento Pionier, installato sul telescopio Vlt dell’Eso; i risultati sono stati illustrati nell’articolo "Large granulation cells on the surface of the giant star π1 Gruis", che verrà pubblicato su Nature il 21 dicembre. Grazie a Pionier, gli studiosi hanno potuto osservare - per la prima volta e con un livello inedito di dettaglio - la superficie granulosa di una stella situata al di fuori del nostro sistema planetario e hanno rilevato che il 'volto' di π1 Gruis è caratterizzato da poche celle convettive (o granuli).


Ciascuna di esse ha dimensioni tali da coprire la distanza Sole-Venere e oltre: ogni cella, infatti, misura circa 120 milioni di chilometri, pari a più di un quarto del diametro della stella. Rispetto ad altre 'colleghe', π1 Gruis non è particolarmente oscurata dalla presenza di polvere e questo fattore ha avuto un impatto significativo sulle nuove osservazioni. La stella in questione ha esaurito da molto tempo l’idrogeno che alimentava il processo di fusione nucleare e si è contratta, provocando un innalzamento della temperatura pari a oltre 100 milioni di gradi. Questo calore estremo ha dato poi il via allo stadio successivo della vita di π1 Gruis, fase in cui l’elio inizia a fondersi e a dare luogo a atomi più pesanti come quelli di ossigeno e carbonio. Il nucleo, caratterizzato da questo bollore così intenso, ha successivamente iniziato ad espellere gli strati esterni dell’astro, facendolo gonfiare fino a raggiungere un’ampiezza di centinaia di volte rispetto alle dimensioni originarie. Allo stato attuale, π1 Gruis si trova in una condizione che l’ha fatta classificare come gigante rossa variabile.


Gli astronomi ritengono che i pochi e grandi granuli di questa stella siano in parte dovuti alla sua gravità in superficie: rispetto al Sole, π1 Gruis ha una massa superiore di appena 1,5 volte, ma siccome è molto più grande ha una gravità superficiale di gran lunga inferiore e questo insieme di caratteristiche incide sulle celle convettive. Il futuro che attende questa stella, rispetto ad astri più massicci che arrivano al capolinea della loro vita come supernovae, è abbastanza tranquillo: oggetti come π1 Gruis espellono gradualmente gli strati esterni, dando poi origine a leggiadre nebulose planetarie.