La nana bruna assassina

Un team di astronomi brasiliani ha osservato un sistema binario di stelle nane nato a seguito di un ‘omicidio’ spaziale. I risultati su Monthly Notice of the Royal Astronomical Society

elaborazione artistica di una nana bruna (Nasa)

elaborazione artistica di una nana bruna (Nasa)

Giulia Bonelli 10 novembre 2017

Giallo cosmico svelato in Brasile. Un gruppo di astronomi di San Paolo ha scoperto una stella che ha ‘ucciso’ la sua compagna, formando un sistema binario di stelle nane. La nuova coppia di astri nata a seguito di questo ‘delitto’ stellare è particolarmente rara nella Via Lattea: è formata infatti da una nana bianca con massa molto bassa e da una nana bruna. Ciò che rende così unico questo sistema binario è proprio l’efferato ‘omicidio’ cosmico alla sua origine: l’esistenza della nana bianca è stata prematuramente stroncata dalla sua compagna, la nana bruna, che ne ha causato una ‘morte per malnutrizione’ – ovvero, perdita di materia.  Nel caso di questo strano sistema binario, la nana bruna ha declassato la sua stella compagna – che era una volta una stella massiccia a tutti gli effetti –  a nana bianca.


Una nana bianca (o nana degenere) è una stella di piccole dimensioni, con una bassissima luminosità ma una densità elevata. Si tratta del punto finale nell’evoluzione di una stella di massa intermedia o bassa, tra 0.5 e 8 masse solari. Una nana bruna è invece una stella con massa più grande di quella di un pianeta, ma più piccola del nostro Sole. Le due stelle nane osservate dagli astronomi brasiliani sono state scoperte utilizzando i dati dell’osservatorio Pico dos Dias a Brazópolis, Minas Gerais, combinati con il database pubblico del telescopio William Herschel alle Canarie. I risultati, ottenuti da osservazioni effettuate tra il 2005 e il 2013, sono stati appena pubblicati su Monthly Notice of the Royal Astronomical Society.


“Questo tipo di sistema binario a bassa massa è raro – commenta Leonardo Andrade de Almeida, prima firma dello studio – e ad oggi ne sono stati osservati soltanto una dozzina. Quello che abbiamo identificato, in particolare, costituisce il sistema binario meno massiccio mai osservato.” In base alla ricostruzione di Almeida e colleghi, la stella più grande (l’attuale nana bianca) si stava evolvendo in modo più rapido della sua compagna, creando così un nucleo di elio man mano che bruciava idrogeno. Questo processo l’avrebbe portata a diventare una gigante rossa – il normale destino di stelle simili al Sole – e il suo raggio avrebbe così potuto superare i 150 milioni di chilometri. Ma ecco che è intervenuta la stella compagna, attuale nana bruna: la grande quantità di energia prodotta dalla stella più grande ha causato un trasferimento di materia estremamente violento e rapido, che ha ‘ucciso’ la stella in evoluzione impedendole di diventare una gigante rossa, ma trasformandola appunto in nana bianca.