CubeSat italico, o quasi, sul lato oscuro della Luna

Il CubeSat Lumio, realizzato da un consorzio composto da Politecnico di Milano, Leonardo e da enti di ricerca europei e americani, è stato uno dei vincitori della competizione Sysnova di Esa

Un cubesat osserva i crateri da impatto sulla superficie della Luna

Un cubesat osserva i crateri da impatto sulla superficie della Luna

Fulvia Croci 24 gennaio 2018

CubeSat a un passo dal lato oscuro della Luna. Sono due i progetti  scelti nell’ambito della competizione targata Esa Sysnova per la selezione di missioni lunari future. Ad aggiudicarsi l'edizione 2017, Lumio (Lunar Meteoroid Impacts Observer) e Vmmo (Lunar Volatile and Mineralogy Mapping Orbiter). Lumio utilizzerà un CubeSat da 12 unità posto in un’orbita halo per osservare e monitore gli impatti da meteoroidi sulla superficie lunare.


Realizzato da un consorzio formato da Politecnico di Milano, Leonardo e istituti di ricerca svizzeri, olandesi, norvegesi e americani, Lumio si dirigerà sul lato oscuro della Luna, non visibile dai telescopi terestri, per rilevare i crateri da impatto realizzando una mappa in costante aggiornamento. Vmmo, invece, si concentrerà su un cratere in ombra situato al polo sud lunare e andrà alla ricerca di depositi di acqua ghiacciata, mentre misurerà la percentuale di radiazioni lunari.


La partecipazione alla competizione ha richiesto lo sforzo congiunto di aziende, università e centri di ricerca che si sono uniti per realizzare CubeSat a basso costo e i team vincitori avranno la possibilità di lavorare con i tecnici Esa nei prossimi due mesi. Le osservazioni delle due missioni, lontane dalla luce dell’ambiente terrestre, miglioreranno la comprensione degli impatti di meteoriti che hanno interessato la superficie della Luna e le loro analisi potrebbero essere utili per la creazione di un sistema di allarme da impatto per i futuri coloni lunari.

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