Molecole d’aria per motori elettrici

Un nuovo progetto tecnologico dell’Agenzia Spaziale Europea ha testato un propulsore elettrico alimentato da molecole d’aria per missioni satellitari in orbite basse e ad alta autonomia. Il progetto sviluppato da Sitael

Copyright ESA–A. Di Giacomo

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Redazione 6 marzo 2018

di Giuseppina Pulcrano


 


È stato sviluppato da un’azienda italiana, la pugliese Sitael, il propulsore sperimentale elettrico testato dall’Agenzia Spaziale Europea. Si tratta di un sistema che si avvale delle molecole aria, seppur scarse, presenti nell’orbita bassa, fino a 200 chilometri, della Terra.


 


Il motore elettrico sarebbe alimentato da molecole d’aria che il satellite, che, come fosse un’aspiratore, raccoglie durante la sua orbita, permettendo a sé stesso di vivere più a lungo.


 


Infatti il limite di vita dei satelliti, anche a propulsione elettrica, è legato al quantitativo del carburante, che in questo caso non avrebbe limitazioni.


 


Il progetto dell’ESA, inoltre, non esclude che altre molecole oltre quelle dell’aria presenti negli strati alti dell’atmosfera terrestre possano fungere da “cibo” per il propulsore a bordo, che si comporta come se fosse un vero e proprio respiratore.


 


Il test apre, infatti, la strada a propulsori elettrici in grado di “respirare” e “catturare” senza dispersione le molecole che si potranno incontrare ai margini delle atmosfere di altri pianeti, come potrebbe essere l’anidride carbonica in orbita intorno a Marte.


 


 

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