Nasa: al via gli studi sulla Urban Air Mobility

L’agenzia spaziale statunitense ha mostrato interesse per l’avvio di ricerche sulla mobilità aerea urbana per persone e merci

Uan rappresentazione di Urban Air Mobility all'interno di una città

Uan rappresentazione di Urban Air Mobility all'interno di una città

Fulvia Croci 9 novembre 2017

Il Research Mission Directorate della Nasa ha mostrato interesse per lo svolgimento di attività di ricerca in un settore che, secondo le previsioni, avrà uno sviluppo crescente nei prossimi anni. Parliamo dell’Urban Air Mobility, un sistema per il trasporto aereo di passeggeri e merci all’interno di aree urbane che non prevede la presenza di un pilota. Il settore è di grande interesse per una grande varietà di aziende, dalle multinazionali alle startup, che contano di poter sviluppare infrastrutture ad hoc nel prossimo futuro e rendere questo servizio una realtà.


«La Nasa ha le competenze e le conoscenze necessarie per rendere possibile questo tipo di mobilità – ha commentato Jaiwon Shin amministratore associato per il settore aereonautico della Nasa – stiamo procedendo con le ricerche per verificare le tecnologie che abbiamo a disposizione e per fissare gli obiettivi. Questi requisiti servono per rendere efficienti i veicoli, le loro propulsioni e tutte le operazioni che coinvolgono un aereo in zone densamente abitate». Armd ha iniziato nel 2011 ha dato il via al progetto Unmanned Aircraft Systems Integration in the National Airspace System che ha l’obiettivo di di ridurre le barriere tecniche legate alla sicurezza dei velivoli come Predators e Global Hawks. Grazie alla crescente popolarità dei piccoli droni sempre più diffusi nella grande distribuzione,  la Nasa ha avviato nel 2015 lo Uas Traffic Management (Utm) uno studio che ha l’intenzione di identificare le tecnologie e le procedure che consentiranno ai droni di volare in sicurezza in una serie di ambienti dalle caratteristiche diverse tra loro.


Una delle questioni più impellenti, riguarda la certificazione di sicurezza dei velivoli che devono essere in grado di volare e di atterrare anche in situazioni di emergenza e in aree urbane affollate. Nel dettaglio i velivoli, devono essere perfettamente integrati nel sistema tradizionale di traffico aereo per poter gestire al meglio l’alta frequenza degli spostamenti e la densità delle operazioni progettate. L’Armd ha recentemente concesso alcuni contratti a due aziende: la Booz Allen Hamilton di McLean, Virginia e la  Crown Consulting, Inc., di Arlington, per condurre studi su questo settore. Tali studi, metteranno in evidenza le barriere sociali, ambientali e giuridiche per lo sviluppo del settore e per valutare il suo potenziale. L’avvio di queste ricerche consentirà lo sviluppo di un programma di obiettivi che consentirà la creazione di partenariati con l’industria necessari per portare avanti il progetto in tempi brevi.

commenti