Le cause delle cose? Un Festival “extra large”

Al via il National Geographic Festival delle Scienze di Roma, un appuntamento atteso

un momento della conferenza stampa

un momento della conferenza stampa

Manuela Di Dio 11 aprile 2018

Il rapporto causa-effetto approda all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Presentata oggi, all’Auditorium, la XIII edizione del National Geographic Festival delle Scienze di Roma che vede come filo conduttore lo studio delle cause e delle relazioni causali. “Le cause delle cose” è il tema che accompagnerà i 340 eventi distribuiti nella settimana dal 16 al 22 aprile e che culminerà nella Giornata mondiale della Terra il 22. Con più di 40 incontri con scienziati di livello internazionale, filosofi, ricercatori, innovatori, artisti e oltre 200 attività educational per bambini e ragazzi “il festival è un sogno che può diventare sempre più grande” ha esordito Vittorio Bo di Codice edizioni, curatore scientifico dell’iniziativa. La campagna grafica dell’evento richiama i neuroni a specchio, scoperta tutta italiana, simbolo del rapporto di causa-effetto. Bo evoca, tra gli eventi in programma, le musiche di Philip Glass e le immagini di Frans Lenting, il tema dei diritti umani con Tawakkol Karman, premio Nobel yemenita e la robotica per ragazzi dell’enfant prodige Valeria Cagnina. Di grande originalità gli spettacoli proposti dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) “Lights and Waves Rhapsody. Racconto in musica a tre voci”, accompagnato dai jazzisti Danilo Rea, Paolo Damiani, Michele Rabbia e dall’orchestra del Conservatorio di Santa Cecilia e “Divagazioni cosmiche. Dialogo semiserio sull’universo e la sua esplorazione”, con i presidenti di ASI Roberto Battiston e INFN Fernando Ferroni e con Sara Zambotti e Massimo Cirri di Radio2 Caterpillar.


 


Dalla temporaneità delle prime edizioni la manifestazione si consolida come una tradizione per Roma e si estende nel tempo e nello spazio, conquistando diverse sedi, le proiezioni al MAXXI, i laboratori interattivi al Bioparco e il progetto Eureka! delle Biblioteche civiche per una attività divulgativa persistente e capillare. “Un caleidoscopio di stimoli per tutte le età, per un festival extra large, che trova spazio in una città sede di più di 250 centri di ricerca, pubblici e privati e di 13 istituzioni universitarie” spiega Aurelio Regina Presidente di Fondazione Musica per Roma, mentre l’Amministratore Delegato Josè R. Dosal pone l’accento sui 200 eventi gratuiti per bambini e ragazzi e sulle 10.000 richieste pervenute dalle scuole. L’ASI è presente nelle tavole rotonde su differenti tematiche, dalle comunicazioni quantistiche satellitari, alla scoperta degli Esopianeti, alla scienza per il mare, all’economia dello Spazio, alle donne nella scienza, alla esplorazione di Mercurio, al rapporto tra letteratura e scienza nella confluenza tra fantasy, fantascienza e scienza.


 


“La sinergia è reale, questo evento è la dimostrazione tangibile che le istituzioni, pubbliche e private, possono lavorare bene insieme per far crescere la consapevolezza e diffondere la cultura” aggiunge Vittorio Bo. “Avere un sistema pubblico – privato che fa cultura è una condizione essenziale per mantenere la competitività ed esprimere le eccellenze del Paese” ha commentato Andrea Zanini, portavoce ASI. “Il festival non è una realtà episodica ma rientra in una stagione culturale, un programma per la città” conclude Luca Bergamo, vice Sindaco di Roma. Tra le istituzioni che convergono nell’organizzazione, Fondazione Musica per Roma, National Geographic, ASI e INFN, con il sostegno di Roma Capitale e del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, e con la collaborazione scientifica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell’Istituto Italiano di Tecnologia, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

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