Razzi dall’Alaska alla scoperta delle nubi nottilucenti

La Nasa lancia razzi dall’Alaska per indagare le emissioni di raggi X dallo Spazio e la formazione delle nuvole mesosferiche polari

nubi mesosferiche polari

nubi mesosferiche polari

Manuela Di Dio 10 gennaio 2018

Nubi nottilucenti e raggi X sotto la lente d’ingrandimento. E’ imminente il lancio di quattro razzi della Nasa destinati a studiare l’emissione dei raggi X dallo Spazio e la creazione delle nubi mesosferiche polari. Quanta acqua deve rimanere sospesa negli strati più alti dell’atmosfera per formare le nubi della mesosfera? E’ uno dei quesiti a cui cercheranno di rispondere gli scienziati con i lanci che si susseguiranno tra il 15 e il 31 gennaio dalla Poker Flat Research Range in Alaska. Generalmente, i razzi lanciati nell’inverno polare mirano ad esplorare l’interazione del vento solare con l’atmosfera terrestre e la nascita delle aurore, ma stavolta l’attenzione degli scienziati è stata rivolta a nuovi interrogativi.


Uno dei razzi è equipaggiato per la ricerca “Diffuse X-rays from the Local galaxy” e sarà lanciato per investigare le sorgenti dei raggi X, originati nella nostra Galassia, che colpiscono la Terra. “Riteniamo che i raggi X provenienti dallo Spazio abbiano una energia molto bassa e nascano da due fonti specifiche”, spiega Massimiliano Galeazzi ricercatore della missione DXL presso l’Università di Miami in Florida. “La prima sorgente si trova all’esterno del Sistema Solare e scaturisce dai resti di esplosioni di supernove localizzate nella regione “Local Hot Bubble” della nostra Galassia. La seconda sorgente risiede all’interno del Sistema Solare ed è generata da mutamenti del vento solare. Il nostro obiettivo è quello di comprendere meglio questi fenomeni”.


Gli altri tre razzi sono destinati alla missione “Super Soaker” che indaga sulla formazione delle nuvole mesosferiche polari. “Queste nubi, composte da particelle microscopiche di ghiaccio sospese ad una altitudine di 53 miglia, sono estremamente sensibili alle piccole variazioni dell’ambiente”, spiega Irfan Azeem, ricercatore dell’Atmospheric and Space Technology Research Associates a Boulder in Colorado. “Per questa caratteristica sensibilità le nubi mesosferiche vengono utilizzate come indicatori, di lungo periodo, per i cambiamenti atmosferici degli strati superiori. La complessità della valutazione è data dal fatto che le variazioni subiscono l’influenza di fenomeni marginali, quali le maree, il maltempo, le emissioni dei veicoli spaziali”. La sfida della missione Super Soaker sarà quella di misurare l’impatto delle variabili di breve periodo sulle nubi, per mezzo della liberazione di vapore acqueo negli strati più alti dell’atmosfera. ”Rilasceremo, all’altezza di 53 miglia, la quantità d’acqua di una vasca da bagno, disperdendola nell’aria” commenta Azeem. “Registreremo, quindi, le modifiche dello strato dell’atmosfera superiore prima, durante e dopo la dispersione del vapore acqueo, misurando le variazioni della temperatura e della composizione delle nubi con strumenti a terra. Per fissare lo stato iniziale e finale delle nubi verrà disperso nell’atmosfera, con il primo e il terzo lancio di razzi sonda Terrier-Improved Orion, il trimetilalluminio, senza rischi per l’ambiente”. I lanci saranno visibili in streaming al seguente indirizzo: http://youtube.com/PokerFlatRR .

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