Grace, così i satelliti seguono l’impronta lasciata dal mare

I satelliti gemelli della missione congiunta Nasa-Dlr hanno permesso di costruire per la prima volta una mappa dettagliata di come è cambiato il livello delle acque del nostro pianeta nel corso degli anni

Iceberg a Disko Bay, Groenlandia (Nasa/Saskia Madlener)

Iceberg a Disko Bay, Groenlandia (Nasa/Saskia Madlener)

Giulia Bonelli 8 settembre 2017

È la prima ‘impronta digitale’ del livello del mare ottenuta grazie alle osservazioni oceaniche. L’hanno individuata i ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della Nasa e dell’Università della California, che hanno costruito una mappa dettagliata di come le acque di tutto il mondo si sono alzate o abbassate nel corso degli ultimi anni. I cambiamenti climatici stanno progressivamente contribuendo ad alterare il campo magnetico terrestre, e di conseguenza il livello del mare è sempre meno uniforme. Ad esempio, se un grande ghiacciaio perde la sua massa – come è recentemente avvenuto nel caso di Larsen C – la sua attrazione gravitazionale viene ridotta e le acque circostanti si spostano, con un conseguente innalzamento del livello del mare nelle zone più distanti dal ghiacciaio.


Per calcolare l’evoluzione degli oceani associata allo scioglimento di ghiacciai, o ad altri fenomeni naturali, il team di ricerca ha utilizzato i dati raccolti dalla missione congiunta Nasa-Dlr Gravity Recovery and Climate Experiment (Grace). Si tratta di due satelliti gemelli lanciati nel 2002 proprio con l’obiettivo di misurare come e quanto il campo gravitazionale terrestre sia influenzato dal movimento delle masse d’acqua sul nostro pianeta. Negli ultimi anni, la missione Grace ha già chiarito lo stretto legame esistente tra cambiamenti climatici globali e correnti oceaniche, fornendo così un strumento dallo spazio per monitorare l’emergenza idrica. Ora la nuova mappa dell’evoluzione del livello del mare – realizzata grazie ai dati raccolti da Grace tra il 2002 e il 2014 – permette per la prima volta di avere un quadro complessivo del fenomeno.


In base ai dati, nel corso di dodici anni la perdita di ghiacciai e le modifiche del terreno sulla costa hanno causato un innalzamento delle acque in media di 1.8 millimetri all’anno.  In particolare, il 43% di questo aumento è dovuto ad acque provenienti dalla Groenlandia, il 16% dall’Antartide e il 30% dai ghiacciai di montagna.


In base a questa analisi, i dati storici avrebbero sottovalutato l’importanza del fenomeno: l’innalzamento del livello del mare sarebbe dunque un aspetto da tenere in seria considerazione nel monitoraggio del nostro pianeta, grazie anche ai preziosi ‘occhi’ satellitari.