Dall’Antartide alla Iss, il viaggio di un selfie attraverso il Dtn

Grande prova per il Disruption Tolerant Networking, la rete interplanetaria della Nasa che punta a rivoluzionare le telecomunicazioni

Il selfie alla base antartica di McMurdo

Il selfie alla base antartica di McMurdo

Giulia Bonelli 28 novembre 2017

Lo scorso 20 novembre, questo selfie scattato alla base antartica di McMurdo – dove le comunicazioni sono difficili anche con qualunque altro punto del pianeta – è arrivato fino alla Stazione Spaziale Internazionale. Dimostrando così la plausibilità di uno scenario completamente nuovo per il futuro delle telecomunicazioni. Si tratta di una delle prime prove del funzionamento del progetto Nasa “Disruption Tolerant Networking”, o Dtn: la rete interplanetaria del futuro che punta a estendere le nostre connessioni al sistema solare e oltre.


Le navicelle spaziali devono comunicare attraverso grandi distanze, e non sempre hanno una connessione disponibile. Per questo l’agenzia statunitense sta lavorando a una nuova tecnologia, per aggirare gli ostacoli comunemente incontrati nelle telecomunicazioni. In che modo? Generalmente i computer parlano l’uno con l’altro attraverso gli indirizzi IP; se la connessione si interrompe, i dati vengono persi e devono essere rimandati dalla fonte originaria. Il Dtn invece permette proprio le interruzioni, archiviando i dati finché la connessione non viene ristabilita.


Questo sarà un grande vantaggio per le missioni in orbita terrestre, e per quelle in viaggio nello spazio ancora più distante. “È una dimostrazione dell’utilizzo interconnesso del Dtn, – commenta David Israel, esperto delle comunicazioni spaziali al Goddard Space Flight Center della Nasa – che ha mostrato come sia possibile scambiare dati tra due punti distanti senza che tra loro ci sia una connessione continua.”

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