SpaceX punta al Golfo del Messico

La compagnia di Elon Musk ha intenzione di estendere la zona di ammaraggio per le prossime missioni dela capsula Dragon

Lo splashdown di Dragon nell'Oceano Pacifico

Lo splashdown di Dragon nell'Oceano Pacifico

Fulvia Croci 11 aprile 2018

SpaceX punta al Golfo del Messico. La compagnia di Elon Musk si è rivolta alla Federal Aviation Administration (Faa) per chiedere l’estensione della zona di ammaraggio della capsula Dragon in un’area del Golfo del Messico. Secondo quanto si legge nel documento, Dragon atterrerà in una zona a largo della costa di Cape Canaveral mentre l’area del Golfo del Messico e quella abitualmente utilizzata per l’ammaraggio nel Pacifico a largo delle coste della California, verranno utilizzate in caso di problemi metereologici o logistici nel sito principale.


Per il recupero delle navette, SpaceX prevede di usare una nave di 50 metri di lunghezza e diverse piccole imbarcazioni ausiliarie che seguirebbero le ultime fasi prima del rientro di Dragon prima dello splashdown. Prima di prendere una decisione, la Faa, dovrà valutare l’impatto che il sito di ammaraggio avrà sull’ambiente e sui delicati ecosistemi marini del golfo, mentre SpaceX dovrà migliorare i piani di recupero per la carenatura del Falcon 9.


Secondo i piani di Musk, la carenatura - la parte a cono anteriore del razzo -  dovrebbe essere recuperata grazie a una grande rete installata a bordo della nave Mr Steven. L’obiettivo più volte ribadito da SpaceX è il recupero di quanti più pezzi possibile del Falcon: riuscirci, vorrebbe dire abbattere notevolmente il prezzo dei lanci e rendere più competitivo il settore dell’accesso allo spazio.

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