Il buco nero più affamato dell’universo

Un team di astronomi australiani ha scovato il buco nero supermassiccio col tasso di crescita più elevato tra tutti gli oggetti simili ad oggi conosciuti

Buco nero supermassiccio (Esa/Nasa)

Buco nero supermassiccio (Esa/Nasa)

Giulia Bonelli 15 maggio 2018

Per definizione, i buchi neri sono gli oggetti celesti più famelici del cosmo: regioni dello spazio-tempo dal campo gravitazionale talmente intenso che nulla può sfuggire all’esterno, neppure la luce. Eppure nel nostro universo esistono buchi neri ‘più oscuri’ di altri. Ora un team di ricerca dell’Australian National University ha trovato quello che detiene il record assoluto: si tratta del più grande divoratore cosmico mai scoperto, un buco nero in grado di inglobare ogni due giorni una massa equivalente a quella del nostro Sole.


QSO SMSS~J215728.21-360215.1 – questo il lungo nome in codice del famelico oggetto – è stato individuato grazie al telescopio SkyMapper del Siding Spring Observatory australiano, che lo ha intercettato nello spettro del vicino infrarosso. La sua osservazione ha catapultato gli astronomi indietro nel tempo di oltre 12 miliardi di anni, quando la massa del buco nero era di circa 20 miliardi di soli. Gli scienziati ne hanno poi calcolato il tasso di crescita, stimato intorno all’1% della sua massa ogni milione di anni. Una stima che lo inserisce immediatamente nella famiglia dei buchi neri supermassicci, e che lo rende ad oggi il buco nero più famelico dell’universo. I risultati sono stati accettati per la pubblicazione su Publications of the Astronomical Society of Australia, e sono disponibili su ArXiv.


“Questo buco nero cresce così rapidamente – commenta Christian Wolf, prima firma dell’articolo – che risulta migliaia di volte più energetico di un’intera galassia, a causa di tutto il gas inglobato ogni giorno, che produce moltissimo calore. Se avessimo un mostro simile al centro della nostra Via Lattea, lo vedremmo apparire come 10 volte più luminoso di una luna piena, il che oscurerebbe quasi tutte le stelle nel cielo.”

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