La mappa ineffabile dell’universo

Uno studio dell’Università d Berkeley ricostruisce l’articolata struttura che costituisce i filamenti cosmici. I risultati su Nature Astronomy

Mappare i filamenti

Mappare i filamenti

Giulia Bonelli 11 aprile 2018

Esiste una complessa struttura invisibile che attraversa l’universo e permea l’essenza stessa del cosmo: si tratta dei filamenti, formazioni filiformi che stabiliscono i confini tra grandi vuoti dello spazio. Ora un nuovo studio coordinato dall’Università di Berkeley è riuscito a mappare questa materia ineffabile, che funziona come una sorta di ‘autostrada’ cosmica per trasportare la materia attraverso i punti più densi, come gli ammassi di galassie.


Gli scienziati hanno analizzato una grande quantità di dati da database già esistenti utilizzando una sofisticata tecnologia per il riconoscimento delle immagini. I risultati, pubblicati su Nature Astronomy, contribuiranno a una migliore comprensione della nascita ed evoluzione della cosiddetta cosmic web – la rete cosmica che costituisce tutta la materia dell’universo, compresa la misteriosa materia oscura.


“Di solito i ricercatori non studiano direttamente questi filamenti – commenta Shirley Ho, leader dello studio – ma si concentrano sull’osservazione delle galassie. Noi invece abbiamo applicato allo studio dell’universo lo stesso metodo che utilizzano Yahoo e Google per il riconoscimento delle immagini. Il nostro obiettivo non è semplicemente ‘unire i puntini’: vogliamo scoprire i punti più densi del cosmo e quelli più rarefatti, per arrivare a una mappa sempre più precisa dell’universo.”


 


 

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