Aurora, la sfida del primo hotel spaziale di lusso

La startup Orion Span ha annunciato di voler mandare in orbita una stazione spaziale privata low-cost entro il 2022, aprendo così nuove opportunità per il turismo spaziale

Aurora Station

Aurora Station

Giulia Bonelli 6 aprile 2018

Lo spazio sempre più alla portata di (quasi) tutti. Negli ultimi anni sono aumentate esponenzialmente le aziende che, sull’ondata del successo di compagnie come SpaceX, hanno scommesso sui voli commerciali. Ora una startup afferma addirittura di voler inviare in orbita una stazione spaziale commerciale entro il 2022. Si tratta di Orion Span, che ha annunciato ieri il suo progetto Aurora Station: “il primo hotel spaziale di lusso”, in base a quanto si legge sul sito dell’azienda. Da dove è già possibile mettersi in lista d’attesa: l’azienda ha infatti aperto le prenotazioni per un’esperienza di 12 giorni nello spazio, a gravità zero ma con una serie di comfort che ad oggi gli astronauti sulla Iss si sognano.


Un deposito di ‘soli’ 80.000 dollari (rimborsabili) potrebbe dunque garantire un posto su Aurora a partire dal 2022, mentre l’intero viaggio costerà 9,5 milioni di dollari. Un turismo spaziale per milionari, dunque, ma che per certi versi si può già considerare ‘low-cost’ se messo a confronto con le stime di pochi anni fa.


Quel che è certo è che Orion Span risponde a un’esigenza sempre crescente di privatizzazione dello spazio: “La Nasa riceve circa 18mila domande all’anno di aspiranti astronauti – dice Frank Bunger, Ceo e fondatore della startup – e quindi esiste un mercato rivolto alle persone che vogliono capire come ci si sente a viaggiare nello spazio.” Restano però da superare moltissimi ostacoli tecnico-scientifici per mettere in orbita questo hotel spaziale, e secondo alcuni il progetto di riuscirci in quattro anni è troppo ambizioso.

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