Opportunity, manovre vincenti

La strategia con cui il rover della Nasa ha affrontato gli inverni marziani, sfruttando al meglio la luce solare, si è rivelata di successo

Opportunity (Credits: Nasa)

Opportunity (Credits: Nasa)

Valeria Guarnieri 7 dicembre 2017

Un lungo inverno, caratterizzato da settimane di scarsa illuminazione che possono mettere in crisi i suoi pannelli solari: è uno degli scenari più critici che Opportunity, il rover ‘senior’ della Nasa, deve ciclicamente affrontare nel suo soggiorno su Marte. Arrivato sul Pianeta Rosso il 25 gennaio 2004, tre settimane dopo il suo gemello Spirit, il rover aveva inizialmente in programma una missione di 90 ‘sol’ (giorni marziani), pari a circa tre mesi. Nonostante le asperità del clima marziano, segnato da lunghi inverni e tempeste di polveri, Opportunity è andato oltre le più rosee aspettative e, con l’arrivo del 2018, si appresta a tagliare il traguardo del 14° anno di attività esplorativa.


Il rover è riuscito - in linea di massima - a svolgere la sua attività anche in condizioni non ottimali, grazie alle manovre invernali ideate dal team della missione, che ha adottato una particolare inclinazione per sfruttare al meglio la scarsa luce solare. Opportunity, infatti, si trova nell’emisfero sud di Marte, dove il Sole - durante l’autunno e l’inverno - appare nel cielo settentrionale; di conseguenza, il rover è stato inclinato verso nord, in modo da poter cogliere i raggi necessari per i pannelli solari. Il tenace esploratore ha potuto così resistere alle condizioni difficili delle stagioni invernali, soprattutto a quelle della più recente (corrispondente ad ottobre e novembre di quest’anno), che, per gli studiosi, è stata una delle peggiori. Gli esperti preposti al controllo di Opportunity dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa sono consapevoli che il rover può fare affidamento solo sui pannelli solari; quindi, pongono massima attenzione all’avvicendarsi delle stagioni sul Pianeta Rosso e al livello di difficoltà del tragitto che il veicolo deve percorrere. L’inverno è una stagione critica anche per il più giovane Curiosity, che però riesce a fronteggiarlo meglio in quanto dotato di un diverso sistema di alimentazione, un generatore termoelettrico a radioisotopi.


Nella sua lunga permanenza su Marte, Opportunity si è trovato a trascorrere la stagione rigida in zone in cui non è stato possibile effettuare le operazioni invernali; durante il suo quinto inverno marziano (tra 2011 e 2012), infatti, è dovuto rimanere fermo per 19 settimane nello stesso luogo perché, a distanze ragionevoli, non vi erano aree adatte allo svolgimento delle manovre di inclinazione. Anche le tempeste di polvere possono intralciare l’attività di Opportunity, sia perché ne sporcano i pannelli solari, sia perché oscurano il Sole. In genere, in autunno e in inverno, l’emisfero meridionale di Marte è caratterizzato da cieli puliti, mentre le tempeste si verificano con maggiore probabilità in primavera e in estate. Questo fenomeno, che non avviene con regolarità, si è presentato per l’ultima volta nel 2007 e, secondo alcune previsioni, potrebbe fare di nuovo la sua comparsa nel 2018. Il rover, al momento, è impegnato nell’esplorazione della Perseverance Valley, luogo in cui ha potuto usufruire di aree con illuminazione favorevole. Questa vallata è stata scelta come target dal team della missione in quanto fortemente modellata da processi erosivi