L’ottava danza di Juno attorno a Giove

La sonda Juno della Nasa ha effettuato il suo ottavo flyby su Giove, catturando così nuove immagini del gigante gassoso grazie alla camera JunoCam che promuove la scienza fatta dai cittadini

Le ultime immagini catturate da JunoCam

Le ultime immagini catturate da JunoCam

Giulia Bonelli 13 settembre 2017

Quattro volti di Giove in sequenza, che mostrano quattro momenti diversi della ‘vita’ del gigante gassoso. È l’ultima immagine elaborata da JunoCam, la camera ad alta risoluzione posizionata a bordo della sonda Juno della Nasa.


Diventato ormai tra i più famosi e proficui progetti di citizen science, la scienza fatta dai cittadini, JunoCam ha già permesso di realizzare spettacolari ritratti ad alta definizione della superficie gioviana.


Il nuovo quartetto di scatti d’autore è stato ottenuto a seguito dell’ottavo flyby di Juno sul quinto pianeta del Sistema solare, avvenuto l’1 settembre (in Italia era già il 2).


Andando da sinistra a destra, la sequenza di immagini corrisponde a un intervallo di tempo di circa 8 minuti, che va dalle 00:03 alle 00:11 italiane. La navicella ha sorvolato il gigante gassoso a una distanza che si è aggirata tra 12.143 a 22.908 chilometri di altezza, e a una latitudine da -28.5406 a -44.4912 gradi.


Come per tutte le altre immagini di Giove raccolte da JunoCam, i dati grezzi sono disponibili al pubblico e possono essere elaborati da chiunque stando comodamente seduti davanti al proprio computer.


Nel caso dell’ottavo flyby – il settimo risale al 10 luglio – gli utenti hanno contribuito a mettere in risalto vari punti d’interesse, come il famoso ‘occhio scuro’ di Giove o il punto più freddo del gigante.


La missione Juno, lanciata il 5 agosto 2011 da Cape Canaveral e giunta nell’orbita gioviana il 4 luglio 2016 (in Italia era il 5), ha il compito di studiare l’origine, l’evoluzione e la struttura interna del pianeta, la magnetosfera polare, l’origine del campo magnetico, l’abbondanza di acqua, la caratterizzazione dei venti nella bassa atmosfera e le quantità di ossigeno e azoto. Il tutto anche grazie alla scienza, spesso artistica, prodotta dai volontari sparsi su tutto il globo.