‘Cieli’ di titanio per Wasp-19b

Il Very Large Telescope dell’Eso ha individuato tracce di ossido di titanio nell’atmosfera dell’esopianeta. La scoperta pubblicata su Nature

Elaborazione artistica di Wasp-19b (Credits: Eso/M. Kornmesser)

Elaborazione artistica di Wasp-19b (Credits: Eso/M. Kornmesser)

Valeria Guarnieri 13 settembre 2017

Ha una massa simile a quella di Giove, ma è talmente vicino alla sua stella di riferimento da completare un 'tour' in sole 19 ore e da avere un 'clima' rovente. E’ questo il ritratto di Wasp-19b, esopianeta che orbita intorno alla stella Wasp-19, situata nella costellazione della Vela, e che è si è guadagnato gli onori della cronaca per una recente scoperta relativa alla sua atmosfera. Un team internazionale di astronomi, coordinato dall’Eso, ha utilizzato il telescopio Vlt (Very Large Telescope) per analizzare l’atmosfera del corpo celeste e vi ha individuato tracce di ossido di titanio. La scoperta è stata illustrata nell’articolo "Detection of titanium oxide in the atmosphere of a hot Jupiter", di imminente pubblicazione sulla rivista Nature.


Per condurre la loro ricerca, gli studiosi hanno tenuto presente che quando Wasp-19b transita di fronte alla sua stella, parte del bagliore stellare passa attraverso l’atmosfera dell’esopianeta e lascia sottili tracce nella luce che alla fine raggiungerà la Terra. Usando lo strumento Fors2 in dotazione al Vlt, il gruppo di lavoro è stato in grado di esaminare questa luce e dedurre che l’atmosfera del corpo celeste contiene piccole quantità di ossido di titanio, tracce di sodio e acqua e presenta una diffusa foschia.  Gli astronomi, che hanno tenuto sotto controllo Wasp-19b per oltre un anno, sono pervenuti a questo risultato utilizzando uno specifico algoritmo in grado di analizzare una gamma molto vasta di composizioni chimiche, temperature e proprietà di nubi e foschia.


L’ossido di titanio è piuttosto raro sulla Terra, mentre la sua presenza è accertata nell’atmosfera delle stelle fredde. Nel caso di pianeti bollenti, come Wasp-19b, questo composto chimico gioca un ruolo nell’assorbire il calore dell’atmosfera  e quindi può influenzarne la struttura e la temperatura. Lo studio condotto su Wasp-19b, secondo gli autori del paper, prospetta nuovi scenari di ricerca nell’ambito della modellistica degli esopianeti, soprattutto nell’ottica di migliorare l’analisi dei dati ottenuti durante le campagne di osservazione e di individuare quei corpi celesti che potrebbero presentare condizioni di abitabilità.