Marte al centro del mirino: InSight in rampa di lancio

La prossima missione Nasa su Marte, “Insight”, potrà studiare anche l’interno del Pianeta Rosso

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Ilaria Marciano 29 agosto 2017

Ultimi preparativi per InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) la missione spaziale per l’esplorazione di Marte sviluppata dalla Nasa. La partenza – inizialmente prevista lo scorso anno e rimandata a causa di un problema nella strumentazione - è prevista il prossimo maggio dalla base aerea di Vandenberg nella California e sarà il primo lancio interplanetario della storia. della West Coast. Le attività di assemblaggio e collaudo sono riprese lo scorso mese. Il lander è stato completato e gli strumenti sono stati integrati a bordo, dando il via ai test finali.


InSight è la prima missione che esaminerà nel profondo la struttura interna del Pianeta Rosso ed i processi che hanno contribuito alla sua formazione. La missione prevede l'atterraggio del lander Insight vicino all’equatore di Marte alimentato da pannelli fotovoltaici. A poche settimane dall’atterraggio verranno collocati sul suolo marziano i due strumenti principali utilizzando il braccio robotico del lander: un sismometro, fornito dall’agenzia spaziale francese (Cnes) con la collaborazione di Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera e Germania, che servirà a rilevare i movimenti del sottosuolo e a registrare  eventuali attività sismiche o impatti di meteoriti, che potrebbero fornire informazioni utili sugli strati interni del pianeta; un sensore termico progettato per arrivare in profondità – oltre tre metri – per misurare la quantità di energia proveniente dal profondo del pianeta.


Un terzo esperimento utilizzerà le trasmissioni radio tra Marte e la Terra per valutare le perturbazioni durante i moti di rotazione del pianeta attorno al suo asse, indizi che potrebbero suggerire la dimensione del suo nucleo. “Marte probabilmente conserva indizi sulla nascita dei pianeti rocciosi” ha dichiarato  Bruce Banerd, rincipale investigatore della missione. I dati raccolti dalla missione, infatti, serviranno a comprendere le fasi più remote della formazione dei pianeti terrestri, inclusa la Terra e - insieme alle altre missioni previste nei prossimi anni – forniranno informazioni utili per la prima missione spaziale umana su Marte, prevista nel 2030.