Nasa, come portare le rocce marziane sulla Terra

Un lander costruito esclusivamente con lo scopo di recuperare i campioni marziani estratti da Mars 2020 e trasportarli sul nostro pianeta: è il progetto discusso dall’agenzia spaziale americana

Concept del progetto di raccolta di campioni marziani

Concept del progetto di raccolta di campioni marziani

Giulia Bonelli 29 agosto 2017

Un rover americano, uno europeo e una tripla missione cinese: è il traffico intenso che si prevede su Marte entro il 2021, con ben 5 navicelle in arrivo sul pianeta rosso.


Al primo posto tra gli obiettivi c’è la verifica dell’antica abitabilità del territorio marziano, ipotesi ormai accreditata tra gli scienziati. Ma per vagliare al meglio le possibilità che il quarto pianeta del Sistema solare abbia potuto ospitare la vita, l’ideale sarebbe avere un ‘pezzetto di Marte’ da analizzare con calma nei nostri laboratori.


Per questo la Nasa sta lavorando a un progetto per il ritorno di campioni marziani sulla Terra, che potrebbe permettere all’agenzia statunitense di avere sotto mano alcune rocce provenienti da Marte entro una decina d’anni.  


L’idea, discussa ieri durante una riunione della National Academies della Nasa, prevede il lancio di un lander intorno al 2026. La navicella dovrebbe posizionarsi vicino al luogo di atterraggio di Mars 2020, e raccogliere così i campioni precedentemente estratti proprio dal rover in partenza per Marte nel 2020.


“Il progetto – ha detto Thomas Zurbuchen, amministratore scientifico associato della Nasa – prevede un’architettura snella, che affronta direttamente quella che considero la questione cruciale: come atterrare sul pianeta, e come ripartire.”


Una volta raccolti, i campioni saranno caricati su un veicolo separato trasportato insieme al lander, che sarà poi lanciato nell’orbita marziana. Un altro orbiter, lanciato separatamente, sarà poi destinato al rendezvous e alla successiva messa in sicurezza dei campioni marziani direttamente sulla Terra o nello spazio cislunare.


La missione sarebbe dunque interamente disegnata per fare da ‘taxi’ alle preziose rocce marziane, senza altri obiettivi scientifici.


Anzi, Zurbuchen su questo è stato particolarmente chiaro: “Sono sicuro che qualcuno mi chiederà di aggiungere della scienza – ha detto – e farebbe bene ad avere davvero un’ottima argomentazione.”


Tra le ragioni di concentrarsi esclusivamente sul recupero dei campioni marziani, c’è prima di tutto la tempistica. Rispettando la tabella di marcia che prevedrebbe il lancio nel 2016, infatti, si potrebbero sfruttare per le comunicazioni altre navicelle nell’orbita marziana: Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), MAVEN e l’orbiter europeo TGO.


La proposta – che non è l’unica presa in considerazione dalla Nasa per la raccolta di rocce da Marte – sarà discussa più nel dettaglio nei prossimi mesi. Una stima del budget non è al momento ancora disponibile.